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(ASI) Per il terzo appuntamento con le interviste in esclusiva con i giocatori della rosa del Perugia Calcio, Agenzia Stampa Italia e Tifogrifo hanno scelto di conoscere meglio Daniel Alfredo Margarita, uno dei protagonisti assoluti di questa stagione biancorossa.

Domenica scorsa contro l'Aprilia sei stato determinate, ti sei guadagnato il rigore e hai fatto il passaggio a Clemente che ha dato origine al secondo gol, il capitano ti ha almeno offerto un caffè??

Non c'è bisogno di caffè, è il minimo che io possa fare per Giampiero e per la squadra. Vado in campo per mettermi a disposizione degli altri. Certo sono felice per mia prestazione personale e per aver ottenuto tre punti.

Il prossimo impegno sarà contro il Catanzaro, fermato con un pareggio per 2 a 2 dal Chieti ieri nel recupero di campionato, e attualmente secondo in classifica con il Vigor Lamezia con 59 punti, cinque meno del Perugia. Come state preparando la sfida?

Ci stiamo preparando come sempre. Sappiamo che è una partita importante ma non decisiva. Il mister come ogni domenica sta preparando la gara nei minimi dettagli; siamo carichi e vogliamo andare a Catanzaro per ottenere un buon risultato.

Tra le dirette contendenti al titolo, restringendo di fatto il confronto fra Vigor Lamezia e Catanzaro, quale formazione ti ha maggiormente impressionato?

Avendo giocato con entrambe e analizzando le partite - una sconfitta con il Catanzaro e la vittoria per 3 a 2 contro il Vigor Lamezia – pur avendo vinto la Vigor mi ha dato l'impressione di essere più squadra, i giocatori erano uniti e hanno corso come dei "dannati" fino al novantesimo. Sono due ottime squadre, la Vigor è una sorpresa, mentre sapevamo che il Catanzaro avrebbe lottato per i vertici delle classifica.

Contro l'Aprilia avete ottenuto una vittoria fondamentale, una gara che ti ha visto tornare titolare nel giorno in cui Battistini e Barbetta hanno deciso di schierare nuovamente la squadra con il più collaudato modulo, 4-2-3-1. Qual è la disposizione in campo che secondo te mette più in luce le tue qualità?

Mi trovo bene con tutti i moduli, l'importante per me è trovare spazi perché la mia caratteristica e dote principale è la velocità, se trovo dei varchi posso far male agli avversari.

Lo scorso anno giocavi a Giulianova, c'era qualcosa di diverso nel girone dell'anno scorso, oltre ovviamente l'assenza del Perugia??

Ci sono differenze dal punto di vista dell’equilibrio fra le squadre, lo scorso anno con solo due gironi per la C2 si vedeva molta più differenza, anche a livello tecnico. Con la Lega Pro a due gironi ci sono molte più squadre del sud Italia, mentre prima le trasferte erano rivolte al centro-nord.

La scorsa stagione hai segnato 14 reti, quest'anno finora solo una, questa differenza da cosa è determinata secondo te?

Il cambiamento è stato che a Perugia gioco con altri dieci compagni che sono uno più forte dell'altro. Il Giulianova aveva costruito una squadra, non dico intorno a me, ma ero la punta che faceva più gol e potevo fare qualche tiro in più. Ci tengo a diro, non sono il tipo di giocatore che fa 14 gol a stagione, ne faccio magari 5 o 6, l'anno scorso sono stato anche fortunato e ne ho fatti di più. E' vero uno solo è poco, ma ho fatto molti assist e poi vediamo come finisce il campionato.

Carriera iniziata tra i professionisti nel 2005 con il Teramo, società dove ti sei fermato per tre anni, per poi giocare con il Grosseto, la Virtus Lanciano, Andria, Nocerina, Giulianova, prima di arrivare a Perugia. L'esperienza a questi livelli fa la differenza, e poi il Grifo è una squadra anagraficamente molto giovane, come cerchi di trasmettere le tue conoscenze ai compagni?

Quando posso do una mano ai ragazzi più giovani, posso suggerire le caratteristiche dei giocatori che andremo ad affrontare visto che li conosco, l'esperienza sta anche in questo. Ho comunque piena fiducia nei miei compagni di squadra, per me loro i più forti del campionato.

I tifosi, oltre a te, hanno imparato a conoscere un po’ anche tuo figlio, il primo a correre in campo sventolando una bandiera del Grifo dopo la partita di domenica scorsa. Quanto conta la famiglia per raggiungere la serenità anche in campo?

E' importantissima. Nelle precedenti stagioni, in particolare ad Andria e Nocera, non erano presenti e sinceramente è stata dura. Ora che li ho vicini va tutto molto bene e quindi spero davvero di potervi avere sempre con me.

E Perugia, come è il tuo rapporto con la città?

A Perugia sto benissimo, 'da Dio'. Mio figlio va all'asilo qua, ho amici e quando ci sono belle giornate mi piace andare in centro con mia moglie a fare passeggiate.

La società Perugia Calcio ha una storia importante alle spalle, hai qualche ricordo calcistico legato al Perugia degli anni passati?

Ho sempre considerato Perugia una piazza importante, quando era in Seria A, in B ma anche in C1. E’ una delle squadre più ambite e giocatori vengono qui sempre molto volentieri. Quando ai ricordi da Juventino non posso dimenticare "quel" Perugia - Juve, però ormai è acqua passata.
(Il riferimento è alla stagione 1999-2000 quando, sotto un vero diluvio, il Perugia di Mazzone sconfisse per 1 a 0, rete di Calori, la Juventus. La Juventus perse lo scudetto, vinto in virtù di quel risultato dalla Lazio, n.d.r.)

In generale invece qual è i ricordo più bello della tua carriera da calciatore?

La mia carriera è stata lunga, nonostante sono ancora giovane, ma non ho mai provato la gioia di vincere un campionato quindi magari, se ci riusciamo, diventerà quello il mio ricordo più bello.

Gli sportivi sono a volte superstiziosi, e quando riconoscono in un gesto l'occhiolino della dea bendata, poi lo ripetono ogni volta. Tu hai qualche gesto scaramantico?

Non sono superstizioso, a differenza di molti altri. Faccio il segno della croce quando entro in campo e indosso una maglietta con stampata una foto della mia famiglia, mia moglie e i due bambini.

Ultima domanda. La domenica nelle tue cavalcate verso la porta ricevi spesso falli, anche al limite della regolarità. Vorresti per favore dire ai tuoi avversari come possono fermarti senza attentare alle tue caviglie??

Posso capire i miei avversari, io quando gioco sono piuttosto strafottente, lo riconosco. Ogni tanto una parolina in più per far innervosire, quindi il calcio che ricevo capisco possa essere una risposta al mio atteggiamento. Certo domenica scorsa mi hanno letteralmente massacrato, porto ancora i segni, però l'unica cosa che posso dire agli avversari è che la palla è quella tonda. Cercate di colpire quella, non le mie gambe.

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Che bella persona! Questo il primissimo commento che si può fare su Daniel Margarita. Un uomo genuino, legato agli affetti e alla semplicità della vita familiare. Un bravo giocatore, preparato e pronto a mettersi a disposizione della squadra; sa di poter fare la differenza ma non disdegna atti di altruismo se questi portano il Perugia alla vittoria.
A sentire lui i suoi avversari hanno imparato bene la lezione di Rocco: “Colpite tutto ciò che si muove. Se xe la bala, pazienza”, speriamo quindi che nelle prossime gare i difensori trovino nuove tattiche per arginare Margarita.
Infine Daniel dice di ricordare ancora un Curi allagato oltre dieci anni fa, occorre quindi impegnarsi per trasformare quel mare in una folla esultante pronta a portare in trionfo lui e il Perugia.

Chiara Scardazza-Agenzia Stampa Italia



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