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Lega Pro, Seconda Divisione, Girone “B”: Perugia-Catanzaro 0-2

 

(ASI) La beffa è servita nel finale. Una partita dominata fino alla metà del secondo tempo, con almeno quattro occasioni mostruose divorate dai grifoni, si trasforma in un ko bruciante che toglie qualche certezza agli uomini di Battistini e, come sempre succede, i tifosi cominciano a passare in rassegna presunte colpe e mancanze di organico. Chi ha voluto Bueno, divoratore di almeno due palle d’oro nel primo tempo? Perché gioca lui e non Gucci, che finora, pur sbagliando molto, aveva comunque realizzato pure? E sarà poi giusto insistere a schierare i tre sottoquota per accedere ai contributi federali quando le principali rivali (Paganese e, appunto, Catanzaro) vi hanno rinunciato in partenza? E ancora: come mai il Perugia alla prima situazione pericolosa costruita dagli avversari prende puntualmente gol? I centrali difensivi ed il portiere sono all’altezza delle ambizioni di vittoria del campionato, almeno sul piano della continuità? E l’allenatore Battistini, perché non dimostra la duttilità tatticamente necessaria in partite come questa, in cui si sarebbe potuto, per esempio, schierare due attaccanti più Clemente per mettere in crisi la difesa a tre dei calabresi?

Domande, forse non tutte fondate al cento per cento; forse neppure le uniche o le più rilevanti cui dovranno rispondere società e tecnici del Perugia nei prossimi giorni.

A noi il Perugia, specie nel primo tempo, non è dispiaciuto. Accorto, capace di neutralizzare l’insidiosa formazione avversaria, ripartire veloce ed alto, costruire quattro limpide palle gol. Intelligente e misurato, con una sola, ma non irrilevante, mancanza: la capacità di buttarla dentro da dentro l’area. E qui viene in discussione Bueno e chi l’ha voluto a Perugia non ancora al meglio della condizione.

Battistini minimizza e riconduce tutto al “così vanno le cose del calcio”. Ci sentiamo di dargli sostanzialmente ragione, perché davvero se Bueno, Luchini e Clemente, avessero realizzato anche solo due delle occasioni costruite nel primo tempo, ora staremmo parlando di un’altra vittoria certificata da un gioco di sostanza e da una superiorità netta. Altro che le “visioni” della partita di Mister Cozza, che nelle interviste del dopo gara ha parlato di “lezione di calcio” impartita dai suoi nella ripresa, dopo aver “lasciato sfogare il Perugia nel primo tempo” (sic). Bisogna saper vincere, Mister Cozza, e non spararle grosse così tradendo un nervosismo che vuol dire una sola cosa: “che paura che ho avuto, e ora che me la sono cavata voglio far finta che addirittura avevo previsto tutto” (persino gli errori sotto misura di Bueno, chiediamo sommessamente?..)

Facezie a parte, intanto, il Grifo deve leccarsi le ferite e ripartire senza indugi da questo 0-2. Domenica si va a Vibo Valentia e non ci sarà Clemente (mica uno qualunque) ammonito per proteste e perciò squalificato, perché già diffidato. Battistini deve riordinare le idee e ricapitolare i disponibili tra sottoquota e infortunati. Oggi alla lista di questi ultimi si è aggiunto Benedetti, un altro che ha fatto la differenza in questo inizio stagione e che ha accusato un guaio muscolare: l’ennesimo delle stagione, e anche qui, chi non crede alla casualità, si domanda se c’è qualche ragione strutturale che fa affollare l’infermeria del Grifo. Ma questo è un altro discorso e semmai ci sarà tempo (ma speriamo non la necessità) per affrontarlo.

 

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