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Calcio internazionale

Calcio. Epidemia champion: Roma e Milan fuori.

Di Daniele Corvi 10 Marzo 2011 – 10:11 3 min di lettura
(ASI) Si cercava l’impresa, ma non è arrivata. La Roma doveva rimontare il 2 a 3, il Milan lo 0 a 1 e dopo essere state saccheggiate in casa, dovevano restituire il favore. Era possibile, perché con tutto rispetto lo Shakhtar Donesk e il Totthenam, non erano proprio avversari temibilissimi, come Barcellona o Chelsea, ma alla portata delle nostre  Forse la Roma, visto il periodo non proprio felice con cambio di allenatore e al disperato inseguimento della zona Champion poteva sembrare duro, rispetto a un Milan, leader indiscusso in Italia, che doveva affrontare il Tottenham quinto in classifica in Premier e con un Bale non al top.

La Roma si fa letteralmente massacrare e perdono la testa due senatori come Mexes e De Rossi ed escono sconfitti con un pesantissimo 3 a 0, senza attenuanti. Roma contestatissima a pochi giorni dal derby, crocevia del campionato e persino del futuro Champion giallorosso. Ci dovrà essere una bella reazione d’orgoglio perché si troveranno di fronte una Lazio, carica ed euforica per i suoi successi e per la batosta degli odiati cugini. In questa settimana la Roma si gioca tutta la stagione e forse anche di più.

Ibraimovich, Pato, Robinho sono simbolo di goal e di vittoria, ma questa volta vanno in bianco e non vanno oltre lo 0 a 0. Il Totthenam si trincera dietro la grande vittoria a San Siro, gestisce il risultato e manda a casa i rossoneri. Il Milan è una grande squadra, forse in Italia la più forte, ma esce dalla prima delle tre competizioni e deve abbandonare a quel sogno mai realizzato della “tripletta”, che la Milano nerazzurra si è goduta pienamente.

L’Inter è l’unica squadra a essere rimasta in gioco, come l’anno scorso e come un anno fa si gioca tutto con il Bayern. Allora si contendeva la finale, adesso i quarti e parte anch’essa da una sconfitta casalinga. Ci vorrà il miglior Eto’o per scardinare la fortezza tedesca e Van Gaal, che non naviga in acque tranquille e in Bundesliga è quinto, cercherà di tutto per riprendersi la sua personale rivincita e completando la sua sfida con le squadre italiane dopo aver eliminato l’anno scorso Juve e Fiorentina e che dovette arrendersi proprio all’Inter, in una sfida tra Italia e Germania con in palio il quarto posto in Champion league. A parte il fenomeno Inter dell’anno scorso, da un paio d’anni a questa parte le squadre italiane non brillano, in Champion generalmente escono agli ottavi o ai quarti e in Europa league sono sempre deludenti. I vertici dovrebbero rendersi conto che c’è qualcosa che non va. Non è che mancano i campioni, ma i ritmi del nostro calcio sono psicologicamente e fisicamente più stancanti. Innanzitutto noi abbiamo 20 squadre che sono troppe, alcune con campi indecenti che mettono a dura prova i giocatori e inoltre lo stress accusato in caso di cattivo andamento in campionato si ripercuote inevitabilmente nelle coppe. Nelle nostre squadre manca una mentalità europea, sia nel gioco che nella formazione delle rose, dove si tengono difese deboli e spesso si attendono gli avversari. Il discorso è più ampio e grave del previsto, perché gli allenatori e le dirigenze dovrebbero cambiare qualcosa puntando a un gran calcio, ma ciò non toglie che l’intensità e il ritmo del campionato di Serie A, dovrebbe alleggerirsi, magari senza anticipi per le squadre coinvolte in Europa, con meno squadre 16 o 18, come era un tempo. Così facendo le grandi potrebbero prepararsi bene per le Coppe e ci sarebbe un ritorno di cassa, che se ne andrebbe se le squadre fossero ridotte. Tuttavia la Figc spesso non si accorge di come stanno le cose e rovina quello che era il più del campionato del mondo e le sue squadre.

Nota della Redazione

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