(ASI) Il partito Russia Unita di ala conservatrice dell’attuale Presidente in carica Vladimir Putin, ha vinto le elezioni,si parla di vittoria pulita nonostante le accuse di brogli. Il Presidente secondo quanto attestato dalle statistiche e dai dati è risultato in testa nei sondaggi. Non avrebbe tuttavia più la maggioranza assoluta come nel 2016.

Il partito comunista sarebbe la seconda forza alla Duma. Putin appare dunque personalitàdi spessore nonostante il notevole calo di popolarità sottolineato dai sondaggi più recenti.

Stando ai dati ufficiali, il Presidente avrebbe ottenuto quasi metà delle preferenze in un voto quasi senza oppositori e contrassegnato da denunce di presunte gravi irregolarità e di pressioni sui dipendenti statali. “Russia Unita” si è aggiudicata più di 300 seggi su 450 e confermare così un’ampia maggioranza.

I problemi economici e l’aumento dell’età pensionabile deciso nel 2018 hanno fatto scendere il rating del partito di Putin fin sotto il 30%.

 Secondo quanto riportato dalle stime ufficiali vengono rilasciatii seguenti dati: “Con il 90% dei voti contati, la Commissione elettorale centrale di Ella Pamfilova assegna a Russia Unita il 49,65% dei consensi (negli ultimi sondaggi il partito era sceso sotto il 30%). Si tradurranno in 120 seggi, da aggiungere ai 195 conquistati negli scontri diretti. In totale, calcolano i dirigenti del partito, 315 seggi su 450. Meno dei 334 seggi della Duma uscente, ma abbastanza da mantenere la maggioranza dei due terzi che consentirà a Russia Unita di approvare ulteriori modifiche alla Costituzione se il Cremlino decidesse di averne bisogno, in vista delle presidenziali del 2024.”

Menodistante del previsto e in crescita esponenziale rispetto alle precedenti elezioni, il Partito comunista diGennadij Zjuganov, secondo in questi risultati con il 19,57%: rispetto al 13,34% del 2016. È un ritorno alle percentuali che il KPRF deteneva negli anni 90,  è un partito che guadagna seggi e consensi nella Duma: “per un totale previsto a 65”. Il segno positivo per i comunisti nasce tra le fasce di reddito maggiormente in difficoltà e colpite dalla crisi economica che è stata aggravata dalla pandemia.

C’èda considerare la protesta contro la riforma delle pensioni, e le difficoltà interne al grande Paese.  

Massimiliano Pezzella – Agenzia Stampa Italia

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