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(ASI) Non è mai tardi per salvare anime innocenti e le buone azioni vengono sempre ripagate!
Oggi vi conduco nel mondo di un rescue che si occupa di levrieri (Greyhounds e Galgos) grazie all’aiuto di Chiara volontaria del Gaci che ci parlerà di come avvengono le adozioni e della triste vita che questi stupendi cani sono costretti a vivere prima dell’adozione.


“Il Gaci è un’associazione Onlus di volontariato che si occupa da 20 anni della situazione in cui si trovano i levrieri e più precisamente dei Greyhounds ed i Galgos spagnoli. I primi sono impiegati in Inghilterra Spagna, Irlanda ed anche in altri paesi anglosassoni per correre nei cinodromi ed essere oggetto di scommesse. I secondi provengono dalla Spagna e vengono utilizzati per la loro velocità per la caccia alla lepre.
Dal 2002 ci siamo attivati nel salvataggio di 370 Greyhounds reduci dalla chiusura del cinodromo di Roma, diventando così la prima associazione italiana che si occupa dell’adozione di levrieri.
Quando diventano vecchi e non possono più svolgere il ruolo a loro destinato subiscono delle sorti orribili: uccisi, seviziati o venduti per sperimentazioni. Con l’aiuto proveniente da diverse associazioni del Nord Europa, riusciamo a donare una nuova vita a questi cani, senza di loro non sarebbe stato possibile portare a termine un’impresa così difficile.
Ogni anno verso giugno organizziamo un raduno durante il quale i volontari spagnoli irlandesi ed inglesi si incontrano ed incontrano gli adottanti coi loro cani: riusciamo così a fare incontrare quasi 1000 persone godendo del frutto del nostro impegno. I cani più anziani che siamo riusciti a dare in adozione avevano già 10/11 anni.
Per adottare da noi per prima cosa bisogna compilare un questionario nella maniera più esaustiva possibile perché già dalle risposte possiamo individuare quali sono i punti di forza o ciò che deve cambiare per mandare a buon fine l’adozione. Il passo successivo è il contatto telefonico durante il quale ci rendiamo conto se è possibile risolvere eventuali problemi. Quando anche questo passaggio ha dato esito positivo si procede col controllo a casa del potenziale adottante ispezionando tutto. Ma non solo, dovrà essere presente l’intera famiglia perché è importante capire quale sia il levriero più idoneo a quella famiglia. Infatti sarà l’associazione a scegliere il cane e non l’adottante! Quando tutto sarà a posto verrà spedita una mail col giorno e l’ora dell’incontro a Modena dove ha sede l’associazione. Verrà fatto un briefing nel quale vengono date tutte le informazioni necessarie, poi visita veterinaria ed infine passeggiata col cane. Si compila il modulo di adozione, si paga la quota di adozione e si porta a casa il cane. Il contatto con l’adottante avverrà in maniera assidua nelle prime 2 settimane per poi proseguire sino alla conclusione della vita del cane ed in qualsiasi momento di necessità.
Per i levrieri arrivare ad un’età avanzata è un privilegio: in Irlanda e Spagna dopo che sono stati sfruttati per correre vengono abbattuti. In 20 anni abbiamo fatto adottare solo tre cuccioli perché la regola è quella di occuparci di cani con un’età non inferiore ai ¾ anni. In un anno riusciamo a fare circa 300 adozioni, non portiamo in Italia cani che non hanno una famiglia e solo dopo aver valutato un’adozione facciamo il viaggio per recuperarli. Dobbiamo ricordare che sono vergini nel mondo, non sanno fare quasi nulla. Devono apprendere a riconoscere rumori, odori e sapori mai sentiti prima ed il tempo per imparare va da uno fino a sei mesi. Il nostro “adottante tipo” è una persona che ha tempo da dedicare al cane, che lo faccia muovere, giocare, per cui un giardino sarebbe ideale e avere un minimo di presenza umana accanto durante la giornata. Anche la condizione economica dell’adottante viene presa in considerazione perché in caso di necessità siamo anche disposti ad aiutare la famiglia. Se il cane ha già un’età avanzata ricerchiamo un adottante consapevole del tempo di vita breve ma anche di problemi fisici e conseguente dispendio economico maggiore. In questo caso la presenza di un altro cane potrebbe aiutare ancora di più l’inserimento del levriero per la sua esperienza di vita.
Abbiamo anche un progetto per le scuole che nasce dalla volontà di avvicinare i bambini ed i ragazzi alla condizione di sfruttamento che interessa i levrieri con linguaggio e modalità adatte alla loro sensibilità.
Nel corso degli anni il progetto, grazie anche ai volontari, si è adattato ai vari ordini scolastici (con alcune incursioni nei corsi post diploma, negli asili ed in servizi come biblioteche e spazi ricreativi). Gli interventi si basano sullo stimolare la curiosità dei destinatari attraverso proposte ludiche, immagini, video che possano dare una visione veritiera sul fenomeno. Non vengono esposti i dettagli più cruenti sulla sorte dei cani per non turbare i ragazzi e non avallare slanci di adozioni sulla base del pietismo del momento. Aspetto chiave dell’intervento è la presenza del cane nella classe accompagnato da un volontario formato. Questo progetto è nato nel 2014 e da allora ha coinvolto più di 25 volontari e qualche migliaio di studenti in tutta Italia raccogliendo entusiastici feedback.
Questo splendido cane continua a subire un uso ingiusto per via delle sue caratteristiche. Abbiamo la possibilità di fargli conoscere una vita diversa, fatta di gioco e comprensione, lontana da prede e corse”.

Ringrazio di cuore le volontarie del Gaci per avermi fornito il materiale per scrivere l’articolo.
Donatella Arezzini per Agenzia Stampa Italia.

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