(ASI) Argentina – Sono passati ormai trent'anni dal 22 giugno del 1986 quando ai quarti di finale del mondiale in Messico, l’Argentina, poi laureatasi campione del mondo di calcio, ebbe la meglio sull’Inghilterra, in virtù di una doppietta di Maradona, con la prima rete realizzata dal Pibe de Oro con una mano “galeotta” che ingannò tutti, i compagni, gli avversari, il pubblico e finanche l’arbitro africano che non vide il fallo, coperto dai difensori inglesi e dai pugni del portiere inglese Shilton.                                                                                                                                                     

Un gol che fece discutere e che continua a far discutere e che se da una parte è l’emblema del genio e della sregolatezza di Diego Armando Maradona che chiuse quella partita realizzando poi una seconda rete considerata la più bella della storia del calcio, dall’altro canto, ha anche un valore politico, perché rappresenta la rivincita morale dell’Argentina nei confronti dei Britannici.

Infatti, Inghilterra – Argentina non può mai considerarsi una partita qualsiasi, poiché fra le due Nazioni esiste una secolare rivalità per il controllo delle Isole Falkland – Malvinas, geograficamente appartenenti ai latino – americani, ma sotto il controllo inglese pressoché fin dalla fine dell’Impero Spagnolo nel 1820.

Le continue tensioni diplomatiche sono sfociate anche in una sanguinosa guerra fra i due Stati fra aprile e giugno 1982, conclusasi con la vittoria dei Britannici, in virtù del migliore armamento e della potenza diplomatica del governo “Thatcher “di Sua Maestà Britannica, in grado di provocare un embargo all’Argentina da parte della Comunità Europea, fatta eccezione per l’Italia e la Spagna che per ovvi motivi di legame con gli Argentini che sono in gran parte di origini italiana e iberica, non aderirono al blocco.

Decisione che poi la Gran Bretagna ci fece pagare una volta vinta la guerra, con una stilettata, affermando che gli Argentini avevano perso la guerra anche per aver appreso il “modo vigliacco di combattere di Spagnoli e Italiani”.

Ma nel calcio e nello sport in genere, la battaglia venne combattuta ad armi pari, fra undici argentini e undici britannici e nel mondiale in Messico del 1986, vinsero i Sud Americani, poi Campioni del Mondo per la seconda volta nella storia del calcio, in virtù degli spunti vincenti del migliore giocatore al mondo di tutti i tempi, Diego Armando Maradona che umiliò gli Inglesi con un gol di mano che non venne visto dall’arbitro per la stratosferica velocità di esecuzione della manovra dell’asso argentino.

E a distanza di trent’anni, come conferma nel suo libro “La Mano di Dio. Messico ’86. Storia della mia vittoria più grande”, il Pibe de Oro non si pente del famoso gol di mano siglato nei quarti di finale di quell’edizione dei Mondiali e racconta:

“Quando la diedi a Valdano, gli rimbalzò male e la controllò un po’ lunga, con Hodge al suo fianco. L’inglese lo anticipò. E in quel momento commise l’errore, che io non considero un errore perché in quel momento poteva solo dare la palla indietro al portiere, di alzarla verso Shilton invece di rinviarla. Se Hodge avesse rinviato, il pallone non mi sarebbe mai arrivato. Mai. E invece mi cadde proprio lì, la vidi spiovere dall’alto come un palloncino. Ah, che regalo fantastico... Questa è mia, dissi. Non so se ci arriverò, ma ci provo. Se me lo fischia, pazienza...".

E invece: "Saltai come una rana, e fu la cosa che Shilton non si aspettava. Dico che nel salto sembro una rana perché ho le gambe piegate, divaricate, come quando stiri gli adduttori, di spalle a Shilton, e lì mi si vedono anche le costole. Si nota che non avevo neanche un grammo di grasso, e avevo le gambe forti. Tornato a terra, iniziai a correre quasi subito per esultare. Il pallone era partito fortissimo. Lo colpii con il pugno ma schizzò via come se l’avessi colpito con il sinistro invece che con la testa. Arrivò in fondo alla rete senza problemi. Fu un gesto fulmineo, tac, e non avrebbero mai potuto vederlo... Né l’arbitro né il guardalinee né Shilton, che rimase lì inebetito a cercare il pallone. Quello che se ne accorse fu Fenwick, che era il più vicino alla porta insieme a me. Ma oltre a lui niente, nessun altro. Abboccarono tutti, perfino Shilton, che non sapeva più neanche dove si trovava".

Dunque, Maradona “rese pan per focaccia” agli Inglesi. E la Mano di Dio è ancora presente negli occhi e nelle menti degli Argentini che riconquistarono il proprio onore e il proprio orgoglio di poveri immigrati di origine per lo più spagnola ed Italiana, dando una lezione morale ai “leziosi” Britannici che non sempre vince il più valoroso e il più bravo, e che lo spessore di un popolo non può solo essere misurato dal quantitativo di armi in possesso, come quelle che hanno permesso la vittoria dei Britannici nelle Falklands -Malvinas, nonostante la stoico ed eroica resistenza argentina.

Cristiano Vignali – Agenzia Stampa Italia

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