(ASI) Milano - 17mila tweets parlavano del Social Media Marketing Day ospitato dalla redazione del Sole24Ore, ma la partecipazione non si è consumata solo sulle piattaforme 2.0.
 
Nel corso della sua IV edizione, il SMMDay italiano ha infatti coinvolto a Milano centinaia di partecipanti fra addetti ai lavori nelle aziende, giornalisti ed esperti di marketing.
 
Tutto viaggia ormai sul web, sempre più in quello che implica la partecipazione diretta degli utenti.
Le trasformazioni digitali nel mondo del lavoro e la capacità di sapersi adattare sono qualità fondamentali, ma ancora non vengono del tutto comprese dalla maggior parte di coloro che dovrebbero investire su queste per rinnovare e garantire successo al proprio business, qualsiasi esso sia.
 
Non a caso i sedici speaker, protagonisti di altrettante storie di successo nel mondo dei social network, come Luigi Contu di ANSA oppure Marco Lo Conte dello stesso Sole24Ore, oltre alla rappresentanza di Twitter Italia come Change Foundation oppure Tirrenia Moby, sono saliti sul palco per una mezz'ora ciascuno, tutti invitati dal moderatore Andrea Albanese (@FalshAndrea), al fine di condividere strategie, curiosità o perfino chiedere consiglio agli altri esperti di settore.
 
Infatti, per tutto il pubblico dell'Auditorium del Sole24Ore di Via Monterosa questa ricorrenza annuale è stata un'occasione importantissima al fine di governare un settore sempre più rilevante, ma allo stesso tempo sempre più rapido e sfuggente, articolato in piattaforme potenti quali Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest, Wechat, Flikr, Whatsapp, ma a tutt'oggi estremamente difficile da controllare efficacemente senza patire crisi di credibilità per la propria azienda.
 
"In questo mondo nulla è virtuale, le conseguenze sono reali. In questo mondo nulla si impara per via teorica, puoi solo sperimentare le tue strategie sul campo. O ti aggiorni e fai pratica, oppure rischi direttamente di scottarti..." Questa la sintesi secca delle parole di Andrea Albanese, appunto ideatore del festival al fine di diffondere una cultura del digitale.
 
Inoltre, il prossimo passo sarà quello di sviluppare un percorso formativo per i social media curator di azienda in erba anche nelle singole città italiane, un progetto che trae forza dai discorsi dei singoli speaker del SMMDay 2016 che si sono alternati sul palco dalle 9:30 alle 20:00 in un mega evento senza distrazioni gratuite. Sui social, ad avviso di tutti, non puoi infatti permettertele.
 
In conclusione di una circostanza che quindi, per novità e rilevanza dei temi trattati, ha interessato tanto gli esperti quanto i neofiti del campo, molti consigli hanno riguardato anche le basi del mercato del lavoro.
 
"Non importa quanto sia forte il tuo Curriculum Vitae - raccontavano in sintesi gli speaker dei singoli panel - Al di là di ogni cosa voi possiate scrivere o aver fatto, ogni futuro datore di lavoro andrà a valutare analiticamente e qualitativamente i vostri profili 2.0, perché lì emergerete in maniera autentica e prenderanno in considerazione i vantaggi dell'assumervi o meno".
 
In breve, una piattaforma quella delle sfere digitali che non si addice solo a politici, grandi brand o giornalisti, ma a tutti coloro che vogliono integrarsi proficuamente nel mondo odierno senza rimanerne fuori, nel lavoro come in ogni realtà sociale.
Perché come gli stessi protagonisti del SMMDay hanno dimostrato, chi per una fondazione benefica, chi per un giornale, chi per una grande azienda, il 2.0 è utile indipendentemente dai vostri obiettivi, se economici, politici oppure umanitari, e l'unico grande errore, oltre il non partecipare, sarebbe prenderli alla leggera, senza fare un percorso pratico e formativo per ridisegnare la propria originale storia professionale di successo.
 
Lorenzo Nicolao - Agenzia Stampa Italia

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