(ASI) Manca un mese o poco più alle prossime elezioni Europee ed in tutto il Vecchio continente spopolano i sondaggi per prevedere l’esito di questa consultazione.

Ogni paese appare interessato a vedere quale partito vincerà nei propri confini ma è innegabile il dato che emerge incrociando tra loro i risultati che arrivano da ogni dove: il prossimo europarlamento ospiterà tanti euroscettici quanti non se ne erano mai visti, per rendersene conto basta dare un’occhiata al sito http://www.electio2014.eu/it/pollsandscenarios/polls che fornisce i dati di quasi tutti i paesi.
In particolare suscitano interesse i dati di Francia e Olanda dover Marine Le Pen e Geert Wilders guidano i sondaggi nei rispettivi paesi d’origine; i due hanno già formato una coalizione denominata “Alleanza per la Libertà europea” per condurre una campagna contro le attuali politiche imposte dall’Unione europea.
Alla coalizione partecipano anche i Democratici Svedesi, i fiamminghi del Vlaams Belang, gli slovacchi dello Slovenská Národná Stranala, la Lega Nord e il Partito della Libertà austriaco.Questo gruppo parlamentare si troverà su posizioni politiche simili a quelle dell’Ukip, fuori dalla coalizione ma comunque la principale forza di opposizione in questi anni. Tutti partiti che vengono dati in rapida ascesa e che hanno alla base del loro consenso proprio le critiche alle politiche economico-monetarie di Bruxelles.
Certo i numeri di Pse e Ppe, i due principali gruppi presenti a Strasburgo, permettono ai politici liberisti di continuare ad imporre le loro politiche ma a causa dei molti parlamentari euroscettici potrebbero avere qualche difficoltà ad attuare nuove misure di austerity, anche perché potrebbe esserci finalmente una maggiore informazione riguardo ciò che avviene tra Strasburgo e Bruxelles e che molti cittadini europei scoprono quando è ormai troppo tardi, ovvero nel momento in cui i parlamenti devono ratificare i provvedimenti perché “è l’Europa che ce lo chiede”.
L’eccezione, ancora una volta, rischia di essere l’Italia. Oggi Lega e Fratelli d’Italia tuonano contro l’Europa e l’Euro ma in questi anni i loro esponenti raramente hanno fatto mancare i loro voti nel momento di ratificare i provvedimenti della Ue.
Ci sono poi gli esponenti del Movimento 5 stelle che diventa ogni giorno più ambiguo in tema di Europa e che ha promesso battaglia su Fiscal compact e Mes, anche se il nostro Parlamento ha già ratificato questi provvedimenti e quindi i margini di manovra sono pressoché nulli.
L’unica certezza è che il prossimo Europarlamento sarà molto diverso dai precedenti ma non abbastanza per disegnare una nuova Europa, migliore di quella attuale tutta tasse lacrime e sangue.

Fabrizio Di Ernesto - Agenzia Stampa Italia

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