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(ASI) Un sogno attraversa l’Europa da sempre, quello di una unificazione dei suoi popoli. Potrebbe essere definito il “Sogno Europeo” che si contrappone a quello statunitense, e forse è proprio così. Per secoli questa idea ha influenzato le idee di politici e politologi, geografi e filosofi.

Questa utopia non ha perso la sua attualità con il passare del tempo, trasformandosi e adattandosi di volta in volta, partendo dal dominio militare in stile napoleonico, passando per grandissime opere come “Per la pace perpetua” di Immanuel Kant, fino all’Unione Europea che conosciamo tutti. Non sono mancate le degenerazioni autoritarie di questa utopia, una su tutte lo “Spazio Vitale” prospettato dall’ideologia nazista o l’inglobamento degli Stati europei nella sfera d’influenza comunista durante la Guerra Fredda. Lo stesso Giuseppe Mazzini, fondatore della “Giovine Europa”, fu uno dei primi sostenitori dell’unificazione europea come logica conseguenza dell’unità italiana. Tra gli altri sostenitori, in quegl’anni, troviamo Garibaldi, Hugo, Mill e Bakunin, che si riunirono nel 1867 a Ginevra per il congresso della Lega per la Pace e la Libertà. In tempi recenti, troviamo il Manifesto di Ventotene, voluto da Altiero Spinelli, e tutti i trattati europei che hanno accompagnato gli Stati europei verso l’unione prima economica, poi monetaria. L’entusiasmo iniziale, dovuto alla ricchezza creata dal mercato unico, ha lasciato lo spazio alla delusione per i limiti che l’UE ha mostrato nel fronteggiare la crisi economica.
A questo si aggiunge la mancanza di una visione di lungo termine nella politica estera e di difesa, di fatto ancora nelle mani dei singoli governi nazionali (guarda l’intervento militare francese in Mali), incapaci di agire unitariamente. Gli Stati Uniti d’Europa sono un tema che ancora oggi crea forti polarizzazioni nel dibattito politico interno agli Stati membri dell’UE, tanto che ormai l’agone politico vede contrapposti partiti europeisti a partiti euroscettici o addirittura antieuropeisti. Una contrapposizione che alcune volte sembra più marcata di quella fra destra e sinistra. Ma cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi anni?

Quale sarà il futuro di questa utopia inseguita da secoli ma mai realizzata? Di previsioni ce ne sono molte. Alcuni studiosi li raffigurano come una futura superpotenza in grado di rivaleggiare con gli Stati Uniti e già in grado di esercitare una notevole influenza sugli Stati vicini (una situazione che è stata definita “Eurosfera). Altri sostengono che l’UE ricorda invece una potenza secondaria, proprio per i limiti che ha mostrato di avere e che non hanno permesso di raggiungere le aspettative che erano state prefissate, anzi hanno comportato un calo del consenso verso il sogno europeo. Nonostante le opposizioni nazionali, il sogno federalista va avanti e le elezioni per il Parlamento Europeo che ci saranno a breve potrebbero esserne una conferma. Ma potrebbero anche decretarne il declino.

Guglielmo Cassiani Ingoni – Agenzia Stampa Italia

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