(ASI) Perugia – Giovedì 8 giungo a Perugia presso la Sala della Vaccara, la redazione di Agenzia Stampa Italia ha tenuto un importante conferenza dal titolo “Scacco Matto all’Isolamento”.

Tema su cui verteva l’evento, è la situazione dell’infrastruttura umbra e di un suo rilancio mediante la fondamentale battaglia per la venuta anche in Umbria del treno “Frecciarossa”. Facendo così uscire il “Cuore Verde d’Italia” dall’isolamento ferroviario mediante la realizzazione dell’alta velocità. Alla conferenza si sono susseguiti numerosi interventi di associazioni dei cittadini e dei consumatori e rappresentati politici regionali. Tra gli intervenuti, vi è stato anche il Consigliere regionale Giacomo Leonelli del Partito Democratico, che al termine del suo intervento ha rilasciato gentilmente un’intervista ad ASI.

 

Consigliere Leonelli, qual è il suo parere in merito alle infrastrutture ferroviarie umbre?

 

Giacomo Leonelli: «Sul tema dell’infrastruttura ferroviaria c’è, ovviamente, molto da fare. Come il collegamento di alcune parti del territorio: in particolare quello Spoleto-Terni. Dopo di che c’è un tema aperto sulla vicenda del Frecciarossa, il qual è un tema strategico: ovvero “come colleghiamo la nostra regione all’alta velocità?”. Il mio pensiero è che intanto si possa partire da quello che è più semplice, cioè l’arretramento da Arezzo a Perugia del Frecciarossa la mattina con destinazione Milano, che intanto sarebbe una risposta per una clientela così detta “business”, come ad esempio gli imprenditori, i rappresentati degli ordini professionali, che partendo la mattina presto da Perugia si troverebbero alle 9:00 a Milano, e tenuto conto che ad oggi non c’è neanche il volo di collegamento Perugia-Milano, potrebbe essere già un primo passo. Naturalmente sappiamo bene che non sarebbe un passo esaustivo, perché non esaurisce le esigenze di tutto il territorio e che al tempo stesso non esaurisce anche le necessità di collegamenti in altri orari della nostra regione, però intanto facciamolo. Questo principio per cui fintanto che non si trova qualcosa che accontenta all’unisono tutti “allora non si fa nulla”, è il miglior modo per non fare le infrastrutture e per non fare passi avanti. Invece io penso che la regione Umbria abbia la necessità di collegarsi all’alta velocità. Lo abbiamo messo come obbiettivo di questa legislatura come PD, per cui intanto partiamo da quello più semplice senza precludere altre possibilità. C’è il tema della “MedioEtruria” sullo sfondo, ma che necessità di uno sforzo della Toscana, che ad oggi non si è visto, il ragionamento per cui sarebbe un cedimento di sovranità alla Toscana è un’idea che non trova fondamento nel comportamento della stessa Toscana, perché ad oggi se c’è una regione che è rimasta ferma sul tema della MedioEtruria è stata proprio la Toscana più che l’Umbria. O anche il così detto “Freccia-Tacito”, cioè il Frecciarossa sostituito al Tacito che tocchi tutte le principali città dell’Umbria, non siamo contrari ma in tanto partiamo da quello che è più semplice, poi magari fatto un passo breve domani faremo un passo più lungo e dopodomani un passio più lungo ancora.»

 

Proprio in merito al tema della “MedioEtruria”, ci sono stati dei dibattiti con accuse di cedimento di sovranità dell’Umbria alla Toscana e per cui la nostra regione ne avrebbe solo una situazione negativa da ciò, Lei invece ritiene che queste siano posizioni che non si possono sostenere?

 

Giacomo Leonelli: «Non è che non si possono sostenere, la MedioEtruria da una risposta alla popolazione nordovest della nostra regione, come l’area di Citta di Castello o l’area del Trasimeno. Sicuramente per loro è una soluzione, ma anche in parte per Perugia. Dopo di che, chiaramente, non soddisfa tutta le esigenze. E’ vero che rispetto al Frecciarossa della mattina, quello appunto dell’arretramento da Arezzo a Perugia, avrebbe probabilmente più corse. Per dire, se uno deve andare a Milano può prendere quello del Frecciarossa in partenza da Perugia la mattina presto, se si ha il bisogno di andare a Firenze non c’è il bisogno di arrivarci alle 6:45, si può anche arrivare a Bettolle e prendere, nell’eventuale futura MedioEtruria, un treno alle 8:00 ed essere a Firenze alle 8:45. Insomma, le esigenze sono molteplici però intanto partiamo da qualcosa, poi cercheremo nei prossimi anni di soddisfarle tutte. Ma se non partiamo mai rimane un dibattito interessante, da tecnici, da esperti del settore trasporti, ma senza compiere mai il primo passo. L’arretramento del Frecciarossa da Arezzo a Perugia qualcuno ragiona di portarlo perfino a Foligno, perché no? Non credo che si un dramma, ne parleremo. Però, ripeto, facciamo in tanto quello che è più semplice, perché se no rischiamo di rimanere fermi dai soliti campanilismi incrociati e che non ci fanno fare passi avanti, su una regione che invece merita e ha bisogno sul tema delle infrastrutture, e in particolare su quelle ferroviarie, di fare un salto di qualità.»

 

Federico Pulcinelli – Agenzia Stampa Italia

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