(ASI) Un anno fa, il discorso di Xi Jinping dal palco del vertice del Forum Economico Mondiale era rimbalzato in tutto il mondo. A poche settimane dall'elezione di Donald Trump alla Casa Bianca, le parole del presidente cinese a sostegno dell'estensione e della facilitazione del commercio e degli investimenti internazionali suonarono come un potentissimo segnale della trasformazione in atto nel mondo. Molti osservatori occidentali notarono allora con stupore l'inedito e sorprendente confronto/scontro a distanza tra il leader di una potenza emergente, a guida comunista, fattosi apparentemente garante dei pilastri storici del liberismo economico, ed il presidente degli Stati Uniti, Paese-simbolo del liberalismo e del modello di sviluppo occidentale, pronto ad invocare l'introduzione di nuove e più incisive misure protezionistiche per il rilancio della manifattura locale.