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La grande enfasi con cui il Comune di Perugia per bocca dell’Ass. Pesaresi annuncia la partenza del progetto Bike Sharing ci lascia sconcertati e allo stesso tempo perplessi per non pochi motivi.

 

Analizzando i dati annunciati salta subito all’occhio la rilevante cifra dell’investimento totale, 630.000,00 Euro dei quali 512.000, pari circa all’ 85 %, sono a carico della collettività, considerando il contributo del Ministero per l’Ambiente e dell’Amministrazione Comunale.

Vogliamo ricordare che il progetto Bike Sharing consiste nell’utilizzo, gratuito o con minimo costo di noleggio, di biciclette messe a disposizione degli utenti, cittadini o turisti che amano muoversi in piena autonomia, per girare liberamente la città. L’idea, sperimentata già da anni in numerose città italiane ed europee, accattivante nella teoria, si è rivelata troppo spesso fallimentare nella pratica, considerando gli esperimenti compiuti in Italia sino ad oggi che riportano principalmente solo i dati negativi di furti e danneggiamenti dei mezzi.

Purtroppo, però, alla nostra Amministrazione comunale verificare esperienze pregresse, come al solito (vedi Minimetro), non interessa, ma non si è ritenuta importante neppure la valutazione morfologica del territorio che è il primo presupposto per far funzionare il progetto Bike Sharing. Infatti i territori interessati devono essere prevalentemente, se non esclusivamente, in pianura e Perugia non possiede certo questi requisiti.

In effetti, la stessa Ass. Pesaresi, ci fa sapere che il Bike Sharing, a Perugia, riguarderà solo l’area di Pian di Massiano, partendo da Centova (Multisala Giommetti) sino alla sede dell’Università di Ingegneria, un tratto di circa 1 km. di strada (con un costo di progetto di 630.000,00 Euro) perchè altrove, in bicicletta, difficilmente si potrebbe andare, seppure con la pedalata assistita elettricamente!

Il Bike Sharing, invece, per rispondere pienamente alla sua vocazione, dovrebbe essere un sistema alternativo all’uso dell’auto o dei mezzi pubblici, sia per chi si sposta quotidianamente in città, sia per il turista che viene in visita, ma riflettendoci un momento nessuna di queste categorie di utenti potrebbe, a Perugia, muoversi in bicicletta.

Se analizziamo infine il costo di una bici elettroassistita che si aggira intorno ai 1.000,00 Euro per il pubblico, e secondo quanto dichiarato dal Comune di Perugia ne sono previste 24 sicuramente acquistate a costi nettamente inferiori, la nostra perplessità scaturisce dalla domanda legittima “CHE FINE FANNO GLI ALTRI 600.000,00 Euro dell’investimento?”

Notiamo con interesse che una quota del costo (circa il 15 %) ricade su investitori privati facenti riferimento alla Multiplex Giommetti e, pur non comprendendo quale necessità abbia il complesso in se, visto che è perfettamente servito da strade, servizi pubblici e posti auto, confidiamo nella buona fede del Project Financing a scopo pubblicitario.

Comunque, pur rimanendo in noi il sospetto che si creino iniziative eclatanti sempre per favorire i soliti amici, la nostra indignazione nasce davanti alla demagogia culturale che l’ Amministrazione di Perugia manifesta con questi investimenti incomprensibili.

Il Comune, che quotidianamente si rammarica per i tagli governativi, continua imperterrito a disperdere preziose risorse pubbliche in iniziative effimere e fallimentari, non curandosi dell’ arredo urbano, delle infrastrutture, della mobilità alternativa vera, e di tutto ciò che andrebbe a reale vantaggio di tutti i residenti.

 

Perugia, 24.02.2011
 Stefania Verruso
Segretario Regionale La Destra

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