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Politica Regionale

Il Satrapo e i suoi scherani

Di Redazione ASI 3 Febbraio 2011 – 18:19 2 min di lettura

 Lettere in redazione, riceviamo e pubblichiamo. 
 Premessa, la Costituzione sancisce il diritto di espressione, ritenendo giusto il principio, non censuriamo le missiva elettroniche che ci arrivano in redazione e che ci chiedono la pubblicazione.        In ogni caso, precisiamo che la pubblicazione non comporta la condivisione dei contenuti della posta che pubblichiamo. Infatti, la responsabilità se l'assume direttamente l'estonsore della posta. 
 Pertanto la rubrica vuole solo far emergere dei sintomi e dei malumori che si vivono in città.  Il nostro spazio vuole fungere da megafono per aiutare a capire i problemi e con il buon senso di tutti, risolversli. E' rimuovere  civilmente le incompresioni che possono dividere le persone.  Il dialogo e saper ascoltare gli altri aiuta le persone oneste a  correggere gli errori.
                                                                                                        

                                                                                                                      Il Satrapo e i suoi scherani

Fino allo spirare del XIX secolo, in tutto il territorio nazionale il brigantaggio di strada la fece da padrone. La tecnica era abbastanza semplice: i ladroni, ben nascosti dietro alberi, vecchi muri o fossi, lungo le strade di transito percorse da viandanti solitari, carrozze o cavalieri, sbucavano all’improvviso e, spaventando, ferendo o uccidendo i malcapitati, li derubavano dei loro averi, spartendoseli con il loro Capo. Un esempio per tutti ci è dato dalla parabola evangelica del buon samaritano.  
V’era, tuttavia, la speranza che l’inatteso sopraggiungere degli uomini in divisa salvasse le vittime o evitasse, comunque, il peggio.
I tempi, direte Voi, per fortuna sono cambiati e i ladroni di strada non esistono più; o almeno, non dovrebbero!
E invece no! E’ vero che i tempi sono cambiati, ma i ladroni di strada e i loro capi esistono ancora; solo hanno subito una mutazione genetica.  Ed infatti i briganti di strada oggi hanno la divisa dei vigili o quella degli ausiliari del traffico, ma la tecnica dell’imboscata, finalizzata all’estorsione, all’esazione del “pizzo” ed alla spartizione del bottino con il Capo, è sempre la stessa.
Ogni giorno, lungo le strade della città, un esercito di piccoli, ma tenaci briganti di strada tende agguati agli automobilisti, sbucando dal nulla, come ectoplasmi famelici, facendo letteralmente strage di contravvenzioni in danno di inermi ed impotenti vittime alle quali è stata anche tolta la speranza dell’intervento dei salvatori in divisa!
Si è trattato, come si può notare, di una metamorfosi satanica nella quale il brigante si è trasformato nell’uomo in divisa e il Capo è diventato il Sindaco.
Nell’oriente antico il Grande Amministratore era il Satrapo e i suoi esattori, gli Scherani con i quali divideva il bottino.
E così il cerchio è chiuso e........vae victis!
E nessuno mi venga a dire che le cose vanno diversamente a Perugia ed in questa ultima Repubblica Sovietica che si chiama Regione Umbria!
Fulvio Carlo Maiorca - Avvocato

 


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