Politica. On. Mazzocchi (Cristiano Riformisti): “Viviamo una crisi della rappresentanza e un cortocircuito democratico. siamo allarmati per l’esasperazione del bipolarismo”
(ASI) Il valore assoluto della democrazia si fonda sulla più ampia e libera partecipazione di tutti i cittadini alla vita politica del Paese.
È questo il principio cardine che come Movimento dei Cristiano Riformisti intendiamo riaffermare con forza in un momento storico delicato per le nostre istituzioni, dove il legame tra elettorato e rappresentanza appare sempre più logorato. Come Movimento rileviamo con profondo stupore e sincera amarezza le recenti dinamiche che muovono la maggioranza di governo. Assistiamo, infatti, a una sistematica e sproporzionata valorizzazione di sigle della coalizione, come la compagine di “Noi Moderati” guidata da Maurizio Lupi e l’Unione di Centro (Udc) di Lorenzo Cesa- che, all’atto pratico vantano un seguito elettorale complessivo di circa l’1 %. Al contempo, si sceglie deliberatamente di ignorare il dialogo e il confronto con le storiche associazioni e realtà-sia laiche che cattoliche- radicate sul territorio, le quali rappresentano realmente circa il 30% dei cittadini italiani. Questo immenso bacino di elettori è oggi composto da donne e uomini che scelgono l’astensione o che spinti, da uno stato emotivo di esasperazione di fronte a problemi emergenti e drammaticamente irrisolti, convogliano il proprio voto verso nuove formazioni politiche fondate esclusivamente su un becero populismo. Non possiamo più tollerare questo cortocircuito democratico. L’esasperato bipolarismo cui siamo costretti ha prodotto profondi danni al sistema democratico del Paese. Si tratta di un meccanismo che penalizza e riduce al silenzio tutte quelle minoranze che, al contrario, a norma della nostra Costituzione, dovrebbero essere pienamente garantite per assicurare una loro effettiva e qualificata presenza in Parlamento. Come Movimento dei Cristiano Riformisti auspichiamo un cambio di rotta immediato che rimetta al centro il pluralismo, rispetto delle identità culturali e sociali del Paese e la tutela delle minoranze, elementi indispensabili per ridare dignità alle istituzioni, e restituire fiducia a milioni di cittadini rimasti senza voce. E’ tempo di rimettere al centro la Politica con la P maiuscola fatta di uomini e donne in carne ed ossa e di smetterla di inseguire il generale Vannacci sul terreno dell’antipolitica e delle sue provocazioni antidemocratiche”
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