Fine Vita. Pro Vita: no a legge ammazza-malati, basta forzature di Zaia
(ASI)«In Veneto sta andando in scena una deriva radicale pro morte, vergognosamente sostenuta da Zaia e da chi, seguendolo, vuole forzare il Consiglio regionale ad approvare una legge già bocciata nel 2024».
Così in una nota Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia, commenta il voto previsto domani, martedì 1° settembre, in Consiglio regionale del Veneto in merito alla proposta di legge di iniziativa popolare dell'Associazione Luca Coscioni sul suicidio medicalmente assistito.
«Nessuna sentenza della Corte costituzionale – spiega Brandi – impone alle regioni di dotarsi di una legge sul suicidio assistito. Anzi, è vero il contrario: la Consulta ha già smontato le leggi di Toscana e Sardegna, ribadendo che le regioni non possono agire in via suppletiva rispetto alla legislazione statale. Il Veneto, quindi, con questa legge non colmerebbe alcun vuoto».
«Ancora più grave – aggiunge Brandi – è il tradimento politico che si sta consumando da parte della Lega, che appoggia la legge nonostante il programma nazionale del partito dichiari il rifiuto esplicito di ogni normativa a favore dell'eutanasia e del suicidio assistito. Ora, invece, sotto la spinta radicale di Zaia, la Lega rincorre chi sta già tradendo i propri elettori, ovvero Forza Italia, che nelle ultime settimane ha fatto del suicidio assistito una bandiera nazionale. Per arginare tale deriva, Pro Vita & Famiglia si unisce all'appello lanciato da Maddalena Morgante, responsabile nazionale del Dipartimento Famiglia e Valori non negoziabili di Fratelli d'Italia, che ha scritto al presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, chiedendo di "restare fedeli alla Vita senza compromessi", poiché "dovere dello Stato è curare e alleviare le sofferenze, non eliminare il sofferente". Chiediamo quindi con forza ai consiglieri regionali di respingere ancora una volta questa legge. La stessa Corte costituzionale – conclude Brandi – nella sentenza 204/2025, ha richiamato il diritto della persona a essere curata efficacemente, anche attraverso la concreta messa a disposizione di cure palliative ed è solo ed esclusivamente su quel fronte che il Veneto deve investire, incrementando posti letto, hospice, personale, reti territoriali».
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