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Politica Nazionale

Legge elettorale, il ballottaggio torna sul tavolo: la maggioranza cerca l'intesa

Di Carlo Armanni 31 Agosto 2026 – 10:54 2 min di lettura

(ASI) Roma - È di nuovo ballottaggio sul tavolo delle trattative politiche sulla riforma della legge elettorale. A pochi giorni dalla ripresa dell'esame al Senato, il centrodestra valuta la possibilità di reintrodurre il secondo turno, che era già presente nella prima versione della proposta ma successivamente eliminato.

Il 1° settembre alle 12 termina infatti il termine per presentare nuovi emendamenti al testo, approvato dalla Camera il 16 luglio, che dovrebbe poi arrivare nell'aula di Palazzo Madama il 9 settembre, mentre il voto finale è previsto per il 15 settembre. È questione di poche ore pertanto, la decisione della maggioranza di trasformare l'ipotesi del ballottaggio in una modifica concreta del testo. Il sistema finora approvato prevede un meccanismo proporzionale, ossia con i seggi che vengono distribuiti in rapporto ai voti ottenuti dalle liste o coalizioni, con un premio di maggioranza pari a 70 seggi alla Camera e 35 al Senato. Il premio scatta se una lista o coalizione raggiunge almeno il 42% dei voti e se il risultato è coerente nei due rami del Parlamento. Se invece nessuno raggiunge la soglia, oppure se Camera e Senato producono risultati discordanti, il testo prevede la distribuzione dei seggi con metodo proporzionale puro, senza di fatto un premio.

Con il ballottaggio, qualora nessuna coalizione riuscisse a raggiungere la soglia necessaria per ottenere il premio al primo turno, si introdurrebbe in sostanza una seconda votazione per arrivare a un vincitore. Il compito tuttavia è reso ancora più difficile da un problema pratico, che però è anche di tipo “tecnico”, in quanto sia Camera che Senato votano in maniera separata e quindi potrebbero produrre risultati diversi. Compito della maggioranza è quello di individuare una formula che eviti il rischio di ottenere due maggioranze differenti nei due rami del Parlamento. 

Nel frattempo il centrodestra sta lavorando anche sulle preferenze, ossia la possibilità per l'elettore di indicare, oltre alla lista, anche uno o più candidati ma scelti personalmente. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, ha infatti confermato che al Senato sarà ripresentata una modifica in tal senso. La formulazione ipotizzata prevede tre preferenze espresse su un elenco di sei candidati, mantenendo però i capilista bloccati. Analogamente, anche l'alternanza di genere resta un elemento di discussione. 

Infine si parla anche della cosiddetta norma “ruba voti” introdotta per escludere dal calcolo della cifra elettorale, i voti delle forze politiche che non raggiungono il 3%, fatta eccezione per il miglior perdente. La norma infatti, potrebbe creare dei problemi di costituzionalità, in quanto il premio potrebbe finire a una coalizione che non ha ottenuto effettivamente un maggior numero di voti.

Carlo Armanni - Agenzia Stampa Italia

Foto AI ChatGPT su prompt di Carlo Armanni
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