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(ASI) “La Primavera Araba è stata scavalcata dall' inverno per assenza di sostegno di una politica estera forte da parte delle diplomazie internazionali. Ciò si è verificato a causa delle strumentalizzazioni politiche , delle provocazioni e dei pregiudizi nei confronti dell'Islam e la democrazia . Una deriva negativa che ha avuto quale effetto l’intensificazione dell'islamofobia in occidente.

 Un disegno studiato a tavolino che ha come obiettivo lo scontro tra civiltà e religioni, ma, che di fatto è il maldestro tentativo di distogliere l’attenzione dai reali problemi sociali prodotti dalla grave crisi economica mondiale. Queste la principali motivazioni per cui le lotte della calda primavera araba che ha visto la luce in Tunisia e si è sviluppata in molti paesi del Vicino Oriente fino ad arrivare in Egitto, sono state scavalcate dal gelido inverno diplomatico. Infatti è mancato il sostegno forte e costante ed unitario delle principli organi internazionali: Onu e Comunità Europea; ci sono state anche continue strumentalizzazione politiche e parecchie infiltrazioni volte a destabilizzare, per altri fini, i movimenti popolari spontanei di piazza. Inoltre, per giochi politici nazionali ed internazionali hanno perfino cercato di soffocare tutte le istanze di libertà e democrazia". Questo, in sostanza, è quanto ha dichiarato il Prof.Foad Aodi, medico italo-palestinese, presidente dell'Amsi e Co-mai e promotore e portavoce del movimento internazionale ,interprofessionale interreligioso ed interculturale "Uniti per Unire". Aodi Foad ha proseguito: “Proprio dall'inizio della primavera araba in Tunisia ed in Egitto abbiamo lanciato i nostri continui appelli a non lasciare soli i nostri giovani e la gente. Abbiamo chiesto di ascoltare ,capire ,comprendere e rispondere in modo concreto e costruttivo alle loro richieste pacifiche visto che chiedevano libertà ,democrazia ,occupazione, pari oppurtunità e dialogo con l'occidente .

Ora la preocupazione nostra è tanta ed è aumentata - continua Aodi - per tutto quello che sta succedendo nei nostri paesi in questi giorni ,non vogliamo rivivere altri film e tentativi di chi vuole riscatenare scontri tra le civiltà basati su odio e pregiudizio religioso. Respingiamo ogni tentativo di scontro religioso ,ribadiamo il nostro no ad ogni forma di violenza. Con la stessa determinazione diciamo no alle continue provocazioni ed offese religiose che non aiutano la convivenza pacifica interculturale tra gli uomini delle varie confessioni nei nostri paesi nel medioriente ,in africa , in Libia e nei paesi del Golfo.

Perciò, auspichiamo che si fermino tutte le forme di violenza e ogni strumentalizzazione.” Infine conclude Aodi: “Chi va contro ogni forma di democratizzazione , di libertà, di convivenza pacifica utilizza l'arma della religione per destabilizzare le nazioni in cui era in atto la primavera araba. Riponiamo la speranza nella vista del Papa in Libano che rappresenta una grande opportunità ed aperttura al dialogo intereligioso ed è un grande messaggio di pace e tra i nostri paesi e l'occidente per mettere fine agli scontri , provocazioni e manifestazioni violente contro tutta la popolazione. Ci auguriamo che il Papa possa contribuire a far tornare il cielo sereno e le giuste istanze portate avanti dalla vera primavera araba dei giovani, degli uomini e delle donne arabe possa realizzarsi”.

Redazione Agenzia Stampa Italia

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