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(ASI) Lazio - Ormai quello che si sta consumando alla regione Lazio è una vera e propria guerra interna al PdL. Il caso dell’ex capogruppo alla regione Franco Fiorito ha provocato malesseri e malumori interni, diatribe che vanno avanti da molto tempo.

Già dal mese di luglio quando lo stesso Fiorito fu fatto fuori dopo una riunione del gruppo regionale, il quale decise di defenestrare Fiorito dal ruolo di capogruppo ricoperto subito dopo da Francesco Battistoni. Giovedì alla regione c’è stata una riunione fiume sul caso che ha portato la regione Lazio alla ribalta nazionale su conti correnti spostati all’estero, fatture, pagamenti per cene, feste tutte addebitate al partito.

Una riunione iniziata alle nove del mattino e conclusasi a sera tarda. Riunione tesa a valutare il caso Fiorito, indagato dalla Procura di Roma per peculato. Allo stesso ex capogruppo del PdL si contestano movimenti sospetti effettuati sui conti del gruppo regionale con bonifici a lui intestati. La Procura ha da subito inviato le indagini per capire se tali movimenti siano fondati e se rappresentino illeciti. Allo stesso tempo si è mosso anche il partito, risentito dello scandalo che ha coinvolto il gruppo alla Pisana, sede della regione Lazio, il quale è intenzionato a dare risposte a quanti chiedono provvedimenti a carico di Fiorito. Alla riunione hanno partecipato i big del partito, il coordinatore regionale Vincenzo Piso, il vice presidente della commissione europea Antonio Tajani. La Polverini in merito alla riunione si è molto risentita: Al momento il PdL non è stato ancora in grado di concludere una riunione alla quale io ovviamente non ho partecipato. Per quanto mi riguarda non parteciperò più a queste riunioni e quindi aspetto l’esito del PdL, dopodiché deciderò cosa fare. Voglio provvedimenti severi altrimenti prenderò le mie decisioni sulla base di quello che ho avuto modo di vedere in questi giorni. In ogni caso chiarirò anche come intendo proseguire il rapporto tra la Giunta ed il Consiglio regionale dal punto di vista economico”. Da alcune indiscrezioni la Polverini ha paventato l’idea anche di eventuali dimissioni, oltre a parole grosse volate tra lei e lo stesso Fiorito. Riguardo le indagini avviate dalla Procura di Roma, dai giudici Alberto Caperna e dal pm Alberto Pioletti, è stato sentito il capogruppo Francesco Battistoni il quale è stato colui a far emergere il vaso di Pandorra agli inquirenti sui conti regionali. Battistoni è stato sentito per tre ore in Procura il quale ha detto: “La situazione dei conti correnti regionali del PdL alla regione Lazio sono noti a tutti. Sono venuto per fornire ai magistrati elementi di certezza e chiarezza”. Lo stesso capogruppo Battistoni sta valutando l’ipotesi di presentare una denuncia per diffamazione in seguito alle notizie comparse sugli organi di informazione e relative alle spese da lui sostenute con i soldi del gruppo. Quello che emerge dalle prime indagini interne al gruppo del PdL Lazio è sconcertante. Cravatte, cene, contributi ad associazioni amiche, buoni benzina, servizi fotografici, affitti di sale, teatri per feste, pranzi per due a lume di candela con ostriche e Chardonnay. Oltre al caso Fiorito con i movimenti bancari sospetti che avrebbe girato su suoi conti italiani ed esteri centinaia di migliaia di euro, ora c’è anche il caso delle fatture e ricevute che altri componenti del partito in regione hanno presentato per giustificare spese e rimborsi. Una moda tutta italiana, tra l’altra sgradevole visto il periodo di magra che c’è, nel far rientrare nelle spese politiche anche iniziative che di politico hanno poco a che fare e la cosa che fa ancora più scandalo oltre ai fondi elargiti ai gruppi consiliari, il motivo e per quale vantaggio pubblico una regione debba versare ogni anno una somma che va dai 150.000 ai 200.000 a consigliere. Il caso proprio del Lazio. Una spesa che non ha ragione di esistere. A volare come si è visto sono le fatture e le ricevute, bancarie di pagamento, che il capogruppo Battistoni ha tirato fuori per documentare l’operato del suo predecessore Fiorito. Tra le carte uscite come detto cene, svolte per la gran parte nel viterbese, terra di provenienza dello stesso Battistoni. Sono saltati fuori ben 5 bonifici da 50 mila euro ognuno erogati all’Associazione Ruggiero Marino Lazzaroni. Fatture di pagamento di pubblicità su siti web per decine di migliaia di euro. Ancora: noleggi auto, buoni benzina, francobolli, pagamenti per 52 mila euro ad una società di comunicazione, noleggio per attrezzature d’ufficio e informatiche.

Anche la consigliera pidiellina alla regione Veronica Cappellaro, presidente della Commissione Cultura, è stata raggiunta da questo vortice. Per lei una spesa di oltre 1.000 euro per un servizio fotografico realizzato da uno degli studi più esclusivi di Roma. Anche una serie di ricevute per bar e ristoranti, una cena sociale di 8.000 mila, un’altra ancora per la cifra di 17 mila euro. Anche i consiglieri Carlo De Romanis, Lidia Nobili, Giancarlo Miele e Andrea Bernaudo non s ela passano affatto male. Il primo, De Romanis, ha speso 57 mila euro di affitto per il teatro 10 ed il set dell’Antica Roma a Cinecittà. Sempre lui ha finanziato con 71 mila euro l’Associazione Giovani del Ppe. Lidia Nobili invece ha organizzato una serie di incontri nella sua Rieti. Otto fatture alla società Lallaria per oltre 150 mila euro. Giancarlo Miele ha erogato oltre 15 mila euro per una campagna di sensibilizzazione sui giovani e sullo sviluppo delle politiche giovanili. Sempre Miele fa spesa per un totale di 784 euro per champagne esclusivi, acquisto di cravatte, sciarpe, porta documenti per un totale di 1.200 euro. Beh non c’è male per i signori della politica, alla faccia del periodo difficile che il Paese attraversa.

C’è da sottolineare che nelle ultime ore alla Pisana c’è stata la visita della Guardia di Finanza per acquisire documenti sulla gestione dei fondi. Franco Fiorito ha poi nominati come legali Carlo Taormina e Enrico Pavia. Fiorito in merito alle perquisizioni ha detto: In un clima di grande serenità e reciproca collaborazione si sono svolte alcune perquisizioni presso gli uffici del gruppo consiliare regionale PdL e delle mie abitazioni private di Roma e Anagni. Su richiesta della Guardia di Finanza ho fornito tutta la documentazione in mio possesso riguardo le movimentazioni bancarie del gruppo, i bilanci, le fatturazioni, le ricevute, i pagamenti effettuati”. Sempre Fiorito in merito all’accusa di peculato si è autosospeso dal partito con una lettera indirizzata al segretario Alfano, notizia confermata dal coordinatore regionale Vincenzo Piso e dallo stesso Angelino Alfano. “Per evitare qualsiasi strumentalizzazione, purtroppo già in atto, e per essere libero di chiarire la mia posizione senza vincoli di partito, ho inviato la mia autosospensione dal PdL al segretario nazionale del partito ritenendolo un atto di dignità e correttezza che altri potrebbero seguire”. Renata Polverini a seguito dello scandalo emerso, oltre a Fiorito, avrebbe chiesto un repulisti generale del PdL alla Pisana: via il capogruppo, un cambio tra i presidenti delle commissioni e via anche il presidente del Consiglio della regione Lazio Mario Abbruzzese che in queste ore traballa.

Davide Caluppi per Agenzia Stampa Italia

 

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