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Politica Estera

Trump punta sul petrolio venezuelano per riempire le riserve strategiche Usa

Di Carlo Armanni 31 Agosto 2026 – 10:52 2 min di lettura

(ASI) Il petrolio venezuelano servirà anche a ricostituire la riserva strategica degli Stati Uniti. Ad annunciarlo ieri, domenica 30 agosto, il presidente americano Donald Trump, poche ore dopo che la presidente venezuelana aveva fornito nuovi dettagli sull'accordo energetico raggiunto con Washington.

Il presidente americano ha scritto sui social che il processo di riempimento della Strategic Petroleum Reserve (SPR), la riserva nazionale di greggio utilizzata dagli Stati Uniti come scorta di emergenza in caso di gravi interruzioni delle forniture, inizierà a breve e che il petrolio venezuelano sarà utilizzato a questo scopo.

Trump aveva parlato di un'iniziativa attraverso la quale gli Stati Uniti avrebbero ottenuto il controllo di maggioranza su oltre 65 miliardi di barili provenienti dalle riserve petrolifere venezuelane accertate, attraverso una collaborazione con società private. La presidente ad interim venezuelana Delcy Rodríguez ha confermato l'intesa, precisando che l'accordo energetico avrà una durata pari a 25 anni. 

Il progetto prevede l’implementazione di 17 giacimenti strategici che punteranno a portare la produzione venezuelana fino oltre 1,5 milioni di barili al giorno. La strategia venezuelana è volta a rilanciare l'industria petrolifera, che negli anni ha subito un forte calo della produzione, a causa di anni di sottoinvestimenti, gestione inefficiente e sanzioni varie. Va anche considerato che il Venezuela possiede le più grandi riserve petrolifere accertate del mondo, ma gran parte del suo greggio è classificato come extra-pesante, ossia è un petrolio molto denso, che richiede particolari tecniche e materiali per essere estratto, trasportato e lavorato. 

Per questi motivi, l’accordo USA-Venezuela viene ben visto dalla presidente. Il piano infatti, prevede che il greggio prodotto dal Venezuela non finirà  direttamente nella SPR americana, poiché prima dovranno essere realizzati i necessari investimenti per il potenziamento e sviluppo delle infrastrutture, che permetteranno di aumentare l’attuale produzione, stimata in 1,25 milioni di barili al giorno.

Carlo Armanni - Agenzia Stampa Italia

Foto AI ChatGPT su prompt di Carlo Armanni
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