Migrazione. Gli USA e il fuoco delle rivolte, Trump a Fort Bragg, schierata la Guardia Nazionale e i Marines, deportazioni nel carcere di Guantanamo, invocato l'Insurrection Act.

(ASI) Sono stati giorni di tensione e guerriglia urbana in diverse capitali di stati chiave degli Stati Uniti. Le proteste hanno infiammato le strade di Los Angeles, San Francisco, Austin e Houston. Dal 6 giugno 2025, Los Angeles è al centro di manifestazioni contro le politiche migratorie dell'amministrazione Trump.

Le proteste sono state innescate da raid dell'ICE (Immigration and Customs Enforcement) che hanno portato all'arresto di oltre 100 persone, inclusi attivisti e leader sindacali. Le manifestazioni hanno visto anche episodi di violenza, tra cui attacchi alle forze dell'ordine e danneggiamenti di proprietà, con scene che richiamano una vera e propria guerriglia urbana.

In risposta, il presidente Trump ha dispiegato circa 4.000 soldati della Guardia Nazionale e 700 Marines a Los Angeles, un'azione senza precedenti che ha superato l'approvazione del governatore della California, Gavin Newsom. Le manifestazioni si sono estese a città come San Francisco, Austin, Houston e San Antonio, con oltre 70 arresti segnalati e almeno 5 persone ferite.

Sovraffollamento dei Centri di Detenzione e Ruolo dei Marines

L'ICE ha superato la capacità di detenzione prevista, con oltre 53.500 persone attualmente in custodia, a fronte di 41.000 posti disponibili. Il governo sta cercando di espandere la capacità con un progetto di legge da 45 miliardi di dollari.

I Marines sono stati dispiegati per proteggere le proprietà federali e supportare le forze dell'ordine locali, ma non sono autorizzati a effettuare arresti senza l'invocazione dell'Insurrection Act.

Le Dichiarazioni di Trump e l'Insurrection Act

Le tensioni negli Stati Uniti continuano a crescere, con manifestazioni e disordini civili in diverse città. A Fort Bragg, il presidente Donald Trump ha promesso di "liberare Los Angeles" dalla "legge da terzo mondo" e ha minacciato di usare la forza militare contro le manifestazioni durante una parata militare a Washington, D.C. Ha inoltre dichiarato di essere pronto a invocare l'Insurrection Act del 1807 se le proteste dovessero intensificarsi.

L'Insurrection Act consente al presidente di impiegare le forze armate per sopprimere disordini civili o insurrezioni, anche senza il consenso dei governatori statali. Tuttavia, l'uso di tale potere è previsto solo in situazioni di estrema necessità e in circostanze specifiche. È stato riportato che 9.000 persone sono state deportate nel carcere di Guantanamo, inclusi, a quanto pare, anche cittadini italiani.

Il Segretario alla Difesa, Mark Esper, ha espresso pubblicamente la sua opposizione all'uso dell'Insurrection Act, affermando che l'uso delle forze armate in un ruolo di polizia dovrebbe essere considerato solo come ultima risorsa e solo in situazioni urgenti e gravi.

Situazione Attuale e Prospettive Future

Attualmente, le manifestazioni continuano in città come Los Angeles, New York, Chicago e Seattle, con un mix di proteste pacifiche e atti di vandalismo. Il governo federale ha schierato oltre 4.000 soldati della Guardia Nazionale e 700 Marines a Los Angeles, nonostante l'opposizione del governatore della California, Gavin Newsom, che ha dichiarato lo stato di emergenza e imposto un coprifuoco.

In sintesi, le rivolte negli Stati Uniti non si sono ancora placate, e l'uso dell'Insurrection Act rimane una possibilità remota, controversa e non supportata da tutti i membri dell'amministrazione Trump. Ma anche avere il rispetto della volontà dei cittadini e comprendere che gli americani hanno votato il Presidente Trump perché tra i cavallo di battaglia della sua campagna elettorale sono stati la sicurezza, la lotta alla migrazione non regolare e a chi la favorisce. Battaglia che il Presidente Trump vuole con forte determinazione portare avanti. Siccome la questione che è oggetto dI scontro negli Usa, ma che è anche  un fenomeno che sta accadendo in molte parti del mondo; per cui ci si domanda:  come si riuscirà a risolvere il problema? Con una politica delle porte aperte degli Stati alla migrazione incontrollata? Oppure: regolare il flusso migratorio in base alla reale necessità degli Stati? Infine: sarà possibile trovare il giusto equilibrio fra la necessaria e regolare accoglienza degli migranti e il rispetto delle leggi che regolano la migrazione? 

Massimiliano Pezzella – Agenzia Stampa Italia

 

*Immagine realizzata con AI Microsoft Copilot.

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