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(ASI) Ormai abbiamo ben capito: la casta politica romena non molla. Questi sono gli effetti concreti e i risultati di 10 giorni di protesta in Romania. Contestazioni causate da una situazione economica sempre più insostenibile a cui si deve negativamente aggiungere le misure di austerità che colpiscono esclusivamente le classi sociali più deboli.

 Questi i motivi che hanno scatenato la gente contro il governo, il presidente del paese ed alla fine dei conti, contro tutta la classe politica. Fino qui niente di speciale, tenendo conto della sfiducia del popolo romeno nei confronti di tutti i politici che hanno portato il paese sulla soglia del fallimento economico. Però, un ragionamento va fatto. Infatti, se nei primi giorni la rabbia era indirizzata, in generale, contro tutto il sistema politico, negli ultimi giorni, le proteste sono state monopolizzate ed indirizzate dalla opposizione contro l'attuale governo.

Ricordiamo che il partito al potere in Romania è il Partito Democratico-Liberale (PDL), mentre l'opposizione è costituita dall'Unione Social-Liberale (USL) composta dal Partito Social-Democratico e dal Partito Nazional-Liberale (PNL).

Come ha fatto l'opposizione ha strumentalizzare la rabbia della gente ed usarla per il proprio tornaconto politico? Semplice, in primo luogo, ha fatto concentrare le rivendicazioni nella richiesta di dimissioni sia del primo-ministro Emil Boc e sia quelle del presidente Traian Basescu.

Però, quello che l'opinione pubblica italiana ed occidentale non conosce in dettaglio è che la maggior parte dei contestatori che hanno partecipato alle manifestazione organizzata dall'opposizione sono stati “arruolati” dietro pagamento di soldi, la concessione di cibo e di bevande alcoliche.

In rete si trovano filmati che inquadrano gli attivisti dei partiti di opposizione che comprano i manifestanti corrispondendo loro un corrispettivo materiale. Quanto è costato il loro assenso? In pratica una somma modesta, che in moneta romena è stabilita in 50 Lei, il cui controvalore ammonta a circa 12 euro.

In secondo luogo, l'opposizione ha infiltrato loro attivisti anche nei gruppi autonomi di manifestanti provando di orientare le proteste soltanto contro il partito al potere.

Quando qualche altro gruppo organizzato ed indipendente ha provato a contestare tutti i politici, gli attivisti infiltrati dell'opposizione non gli l' hanno permesso.

Per esempio, sabato pomeriggio a Bucharest, il Movimento extraparlamentare ed identitario Noua Dreapta (Nuova Destra) ha mostrato provocatoriamente il cartellino rosso a tutti i politici romeni. L'intento era chiaro. espellere dal parlamento tutti i corrotti.  Una chiara contestazione indirizzata  sia ai partiti di governo e  sia a quelli dell'opposizione presenti in parlamento. Entrambi fgli schieramenti venivano apostrofati come mafiosi e ladri.  Appena l’opposizione si è accorta del rischio di perdere il controllo della piazza perché sempre più manifestanti si riconoscevano nelle tesi e nelle istanze portate avanti da Noua Dreapta, subito, l'opposizione, ha reagito mandando i suoi attivisti per cacciare dal corteo con la forza e dietro pesanti minacce tutti i militanti di Noua Dreapta, rei di non allinearsi alla politica antigovernativa.

Questo semplice esempio dimostra che fare politica in Romania è difficile. Per cui tanto più la situazione è precaria e tanto più si compra il consenso delle classi sociali più poveri e si manipola la verità.

Nonostante che in Romania il sistema politico è corrotto, credo che il cambiamento potrà avvenire. Ma per ottenere ciò occorre una profonda rivoluzione culturale.

Infatti, la rinascita della nazione si avrà solo quando il popolo romeno prenderà coscienza del reale disastro etico-materiale-econmico-sociale in cui versa il Paese. Questo rinovamento passerà dalla presa atto che le colpe di questa negativa deriva sono da addebitarsi indistintamente a tutta la classe politica presente in parlamento. Questo cambiamento radicale della politica  avverrà quando la gente non si farà più strumentalizzare e comprare dalle forze politiche (governo-opposizione), ossia dagli artifici della grave crisi in cui hanno ridotto la Romania. Soltanto un partito politico nuovo, fuori dagli  attuali schemi politici e dalle logiche di potere potrà farsi interprete e carico delle reali necessità del romeni ed infondere in loro la speranza di un reale cambiamento.

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