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(ASI) Un attentato sconvolge nuovamente il clima in Siria. Ancora una volta le fazioni clandestine e irregolari dei "ribelli" mettono a soqquadro il Paese, ed attentano alla sicurezza della Repubblica Araba di Siria e della sua popolazione. Stavolta, a rischiare la pelle, assieme all'autista indigeno, è stato un cittadino siriano, membro della delegazione ufficiale italiana che la settimana scorsa ha raggiunto Damasco per svolgere un reportage della situazione interna.

La delegazione aveva incontrato esponenti del governo e delle autorità, prendendo visione delle oceaniche manifestazioni di sostegno al presidente Bashar al-Assad.
Il fatto è avvenuto alle 6:45 ora italiana, nei pressi di Homs, lungo la strada che conduce dalla città portuale di Tartous sino alla capitale Damasco, dove i membri della delegazione ancora ospiti in Siria avrebbero, di lì a poco, incontrato esponenti del governo e dell'opposizione parlamentare, oltre al presidente Assad. L'auto a bordo della quale viaggiavano è stata bersagliata dai colpi di mitra di alcuni miliziani "ribelli" irregolari, sbucati dal ciglio della strada, provocando l'esplosione degli pneumatici e il ribaltamento del veicolo dopo il pesante impatto con il guard-rail.
Dalle prime indiscrezioni, pare si tratti di un agguato mirato e premeditato, presumibilmente finalizzato ad un'azione intimidatoria nei confronti della libera informazione. E' chiaro ormai che questa ribellione, pesantemente promossa dai principali mezzi di comunicazione occidentali, stia assumendo sempre più le proporzioni di un tentativo golpista dai risvolti decisamente criminali.

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