(ASI) Fonti vicine a Joe Biden hanno riferito, nelle ultime ore, che il presidente eletto sta valutando diverse opzioni, tra cui l’avvio di una rappresaglia informatica contro la Russia, in risposta all’ attacco cyber nei confronti degli Stati Uniti.

Il vincitore della sfida elettorale d’Oltreoceano, dello scorso 3 novembre, non ha attribuito formalmente, a differenza di alcuni esponenti dell’ intelligence e delle commissioni del Congresso di Washington, la paternità dell’ azione al Cremlino, ma riterrebbe che sia coinvolto. L’accusa esplicita è giunta invece dal ministro degli Esteri Mike Pompeo. Il capo della Casa Bianca uscente, Donald Trump, ha ipotizzato invece un possibile coinvolgimento della Cina. Aumenta la tensione, nel frattempo, anche tra Israele e Iran. Benjamin Netanyahu e Donald Trump hanno inviato sottomarini, armati di missili da crociera, nel Golfo persico.

Aggiornamenti in tempo reale a cura di Marco Paganelli.

 

Ore 22:45 Media: “Imminente risposta Usa per attacco di ieri”

La rappresaglia americana contro i responsabili dell’ attacco, avvenuto ieri nell’ area di Baghdad in cui sono situati gli edifici del governo iracheno e quello dell’ ambasciata Usa, sarebbe imminente. Lo riferiscono i media iracheni, citando fonti locali.

 

Ore 22:40  +++++ IRAQ, MEDIA: “IMMINENTE RISPOSTA USA AD ATTACCO DI IERI AMBASCIATA AMERICANA  A BAGHDAD +++++ (FLASH ASI)

 

Ore 22:20 Israele: “Iran non agisca contro di noi”

"Se l'Iran e i suoi partner agiranno direttamente o per procura, contro lo Stato di Israele, pagheranno un prezzo molto elevato”. Lo dichiara il capo di stato maggiore, delle forze di difesa di Gerusalemme, Aviv Kochavi.

 

Ore 21:52 Iran: sottomarini armati Usa e Israele nel Golfo

Alta tensione nel Golfo Persico. Messaggio forte, di deterrenza, inviato da Stati Uniti e Israele nei confronti dell’ Iran. La Marina americana ha annunciato infatti, per la prima volta dal 2012, il transito del sottomarino nucleare, con a bordo 154 missili da crociera, nel Golfo Persico attraverso lo stretto di Hormuz. Il mezzo è scortato dagli incrociatori Port Royal e Philippine Sea. Il dispiegamento è dovuto “alle consuete operazioni di sicurezza marittima nella regione”, ha sottolineato il comandante Rebecca Rebarich, portavoce della Quinta flotta degli Stati Uniti che sovraintende alle operazioni in Medioriente, al giornale “The War Zone”. Vigiliamo – ha aggiunto - “per garantire che i corsi d’acqua rimangano sicuri per il libero commercio”. Anche l’esercito di Gerusalemme ha inviato un sottomarino nella zona di crisi. La mossa è giunta in un momento di forte tensione con Teheran. Le milizie sostenute dalla Repubblica Islamica hanno lanciato ieri una serie di missili, provocando lievi danni ma nessun ferito, nell’ area di Baghdad in cui sono situati gli edifici del governo iracheno e quello dell’ ambasciata Usa. Un funzionario, dell’ amministrazione di Donald Trump, ha specificato alla tv Fox News che l’arrivo dei mezzi del pentagono non è legato a tale circostanza, avvenuta 24 ore fa, ma è stato programmato da tempo in vista dell’anniversario dell’ uccisione del generale, della nazione dei Pasdaran, Qasem Soleimani. L’ayatollah Khamenei ha minacciato, la scorsa settimana, ancora vendetta per l’accaduto e una rappresaglia, nei confronti del paese di Benjamin Netanyahu, per l’omicidio dello scienziato, responsabile del programma atomico iraniano, Mosen Fakrizadeh.

 

Ore 21:14 Warner: “Usa rafforzi sicurezza informatica"

"Quando il presidente degli Stati Uniti cerca di deviare, o non è disposto a chiamare l'avversario, non sta rendendo il nostro paese più sicuro”. Lo dichiara Mark Warner, principale esponente democratico del comitato di controllo dei servizi segreti del Senato americano. “A volte penso che spendiamo in modo sproporzionato in carri armati, navi e cannoni quando dovremmo proteggerci meglio dalle minacce informatiche. Ci sono anche implicazioni internazionali di questo attacco. Dobbiamo sviluppare una dottrina che dica: “Se fai questo tipo di attacco indiscriminato e di ampia portata, ne sopporterai le conseguenze””.

 

 

Ore 21:03 Barasso: “Usa colti da sorpresa. Trump punisca chi ha compiuto attacco”

"Sei diverse agenzie sono state attaccate nel nostro governo e questo va avanti da marzo". Lo dichiara, in un’ intervista a Fox News sottolineando che gli Stati Uniti sono stati colti di sorpresa, il senatore repubblicano John Barasso. "Dobbiamo avere una risposta punitiva forte ed efficace – aggiunge l’esponente del Congresso e membro del partito del presidente uscente Donald Trump - in modo che chi ha agito paghi un prezzo e ci pensi due volte prima di ripetere tali azioni”.

 

Ore 20:54 Romney: “Russia ha invaso Usa”

“Il governo di Vladimir Putin ha invaso l’America. La risposta che ti aspetteresti sarebbe informatica. Non so se abbiamo le capacità di eseguirla in modo pari, o addirittura maggiore di quello usato dalla Russia nei nostri confronti, ma questo è qualcosa che dobbiamo affrontare il prima possibile”. Lo dichiara il repubblicano e membro della commissione della Sicurezza nazionale del senato, del Congresso Usa, Mitt Romney in un’ intervista alla tv d’Oltreoceano NBC.

 

Ore 20:24 Gran Bretagna: “Valutiamo eventuale impatto attacco contro Usa anche nel Regno Unito”

“Si tratta di un incidente informatico globale e complesso. Stiamo lavorando con i partner internazionali per comprenderne appieno le dimensioni e qualsiasi impatto nel Regno Unito”. Tutto ciò “è in corso e richiederà tempo”. Lo dichiara il consigliere per la sicurezza nazionale, della Gran Bretagna, Paul Chichester. “Esortiamo le organizzazioni – aggiunge - ad adottare misure immediate per proteggere le loro reti”.

 

Ore 19:18 Biden valuta opzioni per rispondere ad attacco informatico

I collaboratori di Joe Biden stanno valutando possibili sanzioni economiche verso il Cremlino e l’attuazione di un attacco informatico contro la Russia. Lo riferiscono fonti anonime vicine al presidente eletto, citate dall’ agenzia di stampa Reuters, precisando che l’obiettivo è quello di scoraggiare ulteriori offensive cyber. Imporremo “costi sostanziali ai responsabili”, aveva detto il nuovo capo della Casa Bianca, in una nota stampa giovedì, senza citare però esplicitamente la nazione di Vladimir Putin. Quest’ultima è stata considerata colpevole formalmente, dell’azione ostile, dall’attuale ministro degli Esteri Mike Pompeo. Donald Trump non ha escluso invece che la responsabilità sia da attribuire unicamente alla Cina.

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