Martedì, 4 Agosto 2026
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Politica Estera

Iran, Trump: “No ad attacco”. Speranze di pace nello Yemen

(ASI) Gli Stati Uniti hanno scelto di non avviare la minacciata rappresaglia, contro l’Iran, per evitare un pericolosissimo conflitto che sarebbe andato ben oltre i confini regionali e per le possibili conseguenze negative nell’imminente campagna elettorale, di Donald Trump, in vista delle presidenziali del 2020.

Di Marco Paganelli 21 Settembre 2019 – 13:17 2 min di lettura

L’opzione bellica avrebbe rappresentato la risposta agli attacchi, di sabato scorso, avvenuti contro le due strutture petrolifere più importanti del mondo situate in Arabia Saudita. Gli americani hanno accolto però le richieste di quest’ultima e degli Emirati Arabi Uniti di rafforzare le tutele nei loro confronti. Il Pentagono invierà dunque, nelle due nazioni a tale scopo, altri soldati e mezzi bellici. La decisione è stata assunta durante la riunione di ieri del Consiglio di sicurezza nazionale, convocata dal Comandante in capo, alla Casa Bianca seguita da una conferenza stampa congiunta del segretario alla Difesa, Mark Esper e del capo di Stato Maggiore interforze, generale Joseph Dunford. L’impegno a proteggere maggiormente gli alleati è stato accompagnato, poche ore prima, dal via libera del tycoon e del ministro del Tesoro, Steve Mnuchin, alle nuove sanzioni “mai così forti” verso la Banca nazionale iraniana e il Fondo di sviluppo. La Russia ha reso noto immediatamente che non le rispetterà, proseguendo così la propria cooperazione con Teheran. Il paese degli Ayatollah ha definito gli ennesimi provvedimenti puntivi d’oltreoceano come “un segno della disperazione” di Washington e un tentativo di colpire l’accesso, a cibo e medicine, della popolazione. Il capo dei Guardiani della Rivoluzione, Hossein Salam, ha ammonito che “qualsiasi drone nello spazio aereo nazionale sarà abbattuto” e i governi che invieranno velivoli, senza le dovute autorizzazioni, trasformeranno i loro territori “in un campo di battaglia”, perché “siamo determinati a rispondere a qualsiasi aggressione”. Un sospetto attacco informatico, manifestato mediante le difficoltà di funzionamento riscontrate da server e siti internet dei Pasdaran, sarebbe stato avviato intanto nelle scorse ore. Non ci sono al momento molti dettagli, se non il sospetto che la paternità dell’azione sia attribuibile agli Usa. Speranze di pace provengono invece dal martoriato Yemen, dove è in corso uno dei conflitti più gravi e dimenticati del pianeta. Gli Houti, fazione sostenuta dalla Repubblica islamica, hanno detto di non voler più compiere attacchi verso l’Arabia Saudita. Tutti attendono di vedere la rapida concretizzazione, auspicata da anni dalle grandi potenze e non, di questi buon propositi.

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia

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