Il cielo come infrastruttura digitale: La rivoluzione degli unmanned aircraft systems nell’analisi di Marcella Lamon.

(ASI) In un panorama tecnologico che corre a velocità esponenziale, il saggio di Marcella Lamon, "I droni nel diritto della navigazione. Verso l’integrazione degli Unmanned Aircraft System nello spazio aereo non segregato", edito dalla prestigiosa casa editrice Cacucci, si impone come un'opera monumentale per comprendere la transizione del settore aeronautico verso l'automazione.

Il volume, fornito di un imponente apparato bibliografico, non si limita a descrivere una tecnologia emergente, ma compie un'operazione dottrinale di ampio respiro: ricollocare il drone, o meglio l'UAS (Unmanned Aircraft System), all'interno delle categorie secolari del diritto della navigazione, dimostrando come quest'ultimo sia capace di rigenerarsi per disciplinare il futuro del trasporto aereo. L'autrice parte da un presupposto giuridico fondamentale: il drone è, a tutti gli effetti di legge, un aeromobile. Questa affermazione porta con sé la necessità di scardinare la figura tradizionale del pilota a bordo per introdurre quella del pilota remoto e, soprattutto, quella dell'operatore, figura che assume nel testo della Lamon una rilevanza centrale, paragonabile a quella dell'esercente nel diritto aeronautico classico.

Il cuore pulsante della trattazione è dedicato alla sfida tecnica e normativa dell'integrazione nello "spazio aereo non segregato", ovvero quel contesto dove i droni non volano più in isolamento, ma convivono dinamicamente con l'aviazione di linea. È qui che l'opera approfondisce magistralmente il fenomeno dello U-Space. Marcella Lamon lo descrive non solo come un software, ma come un ecosistema di gestione del traffico senza precedenti, strutturato per garantire la sicurezza attraverso la digitalizzazione integrale. L'autrice analizza nel dettaglio l'architettura dei servizi U-Space, che si sviluppa su quattro livelli di complessità crescente: si parte dai servizi di base (U1), come la registrazione e l'identificazione elettronica (e-identification), per passare ai servizi iniziali (U2), che comprendono la pianificazione del volo e l'emissione di autorizzazioni digitali. La vera rivoluzione risiede nei servizi avanzati (U3 e U4), dove l'integrazione di algoritmi complessi permette il rilevamento dei conflitti in tempo reale e l'interfaccia logistica completa. Lo U-Space trasforma così il cielo in un'infrastruttura digitale dove ogni drone comunica la propria posizione, riceve dati sul meteo e rispetta perimetri virtuali dinamici (geo-fencing), garantendo che la coabitazione con gli aerei con pilota avvenga senza rischi per la safety.

Un altro pilastro del ragionamento della Lamon riguarda il radicale cambio di paradigma nella vigilanza: il passaggio dalla "certificazione del mezzo" alla "certificazione dell'operazione". Attraverso l'esame del Regolamento UE 2018/1139, l'autrice illustra il cosiddetto Risk-basedapproach. In questo modello, la severità delle regole non dipende solo dalle caratteristiche tecniche del drone, ma dal rischio intrinseco della missione. Il libro mappa con precisione le tre categorie di operazioni definite dall'EASA: la categoria Open per le attività a basso rischio; la categoria Specific, basata su una valutazione del rischio approfondita (SORA); e la categoria Certified, dove i droni sono equiparati agli standard dell'aviazione commerciale.

Il saggio non evita di affrontare i temi più spinosi, come la responsabilità civile e penale. Lamon indaga le frontiere dell'intelligenza artificiale applicata al volo: quando un drone opera in modalità autonoma tramite sistemi di Detect and Avoid, il nesso di causalità tra l'intervento umano e l'eventuale danno diventa estremamente labile. L'autrice suggerisce che la soluzione risieda in un sistema di responsabilità oggettiva canalizzata sull'operatore, supportata da un regime assicurativo armonizzato a livello europeo. Infine, l'opera dedica spazio alla tutela della privacy e alla security nazionale, ricordando che questi "sensori volanti" richiedono un equilibrio costante tra innovazione economica e diritti fondamentali. In conclusione, il lavoro di Marcella Lamon è una guida preziosa che dimostra come l'integrazione dei droni sia una missione che chiama a raccolta giuristi e tecnologi, rendendo il volo autonomo una risorsa sicura e sostenibile per la società di domani.

Scheda Tecnica dell'Opera

  • Titolo:I droni nel diritto della navigazione. Verso l’integrazione degli Unmanned Aircraft System nello spazio aereo non segregato
  • Autore: Marcella Lamon
  • Editore: Cacucci Editore (Bari)
  • Collana: Collana di Diritto della Navigazione e dei Trasporti

Chi è Marcella Lamon?

L'autrice è una stimata giurista ed esperta di diritto della navigazione. La sua attività di ricerca si concentra sull'impatto delle nuove tecnologie e della digitalizzazione nel settore aeronautico e marittimo. Collabora attivamente con prestigiose istituzioni accademiche ed è nota per la sua capacità di coniugare il rigore della dottrina classica con le esigenze pratiche della Smart Mobility e dell'integrazione dei sistemi unmanned nel traffico aereo globale.

Francesco Maiorca – Agenzia Stampa Italia

 

 

*Immagine  generata con A.I. ChatGTP.

 

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