(ASI) Washington - Caduto definitivamente il falso mito degli Stati Uniti paladini della giustizia e dell'autodeterminazioni dei popoli di "wilsoniana" memoria, portatori di democrazia e di libertà, gli Usa gettano la maschera e mostrano la loro vera faccia imperialista, intollerante ed aggressiva.
Tutto ciò emerge sempre più nella politica estera del secondo mandato del presidente statunitense Donald Trump, intenzionato, non come nel primo, a portare avanti una politica estera non isolazionista, ma aggressiva ed espansiva nei confronti dei vicini latino - americani, dei partner europei, degli Stati che non intendono prostrarsi al loro volere (vedi Venezuela, Iran e Cuba) e a non perdere posizioni nei confronti dei diretti rivali Cina e Urss, nell'ottica non più di un assetto geopolitico bipolare, ma multipolare, in cui l'accaparramento delle risorse energetiche e minerarie è fondamentale, altresì come contrastare la nascita degli Stati Uniti d'Europa per fare del Vecchio Continente un grande mercato per i prodotti (traguardo che si sono posti anche la Cina e la Russia attualmente).
Un futuro di lacrime e sangue e antichi fantasmi aleggia sui cieli di una Europa minacciata da sud dalla emigrazione clandestina, da est dalla crisi ucraina e ora anche da nord, dove gli Stati Uniti, in barba all'Alleanza Atlantica, vogliono la Groenlandia costi quel che costi, territorio sotto la sovranità della Danimarca, ricca di materie prime che lo scioglimento dei ghiacci rendono più facili da estrarre, complice il presunto riscaldamento globale (anche su questo fenomeno e sulle sue eventuali cause alcuni hanno dei dubbi).
Quel che è certo è che gli Usa ora hanno vuotato il sacco e mostrato la loro vera natura, non valendo più il solito schema dei "buoni" [vs] "cattivi" che hanno utilizzato prima durante la Seconda Guerra Mondiale (facendo apparire in Italia una invasione e una occupazione di un esercito straniero quale quello anglo - americano come dei "liberatori" e una sconfitta militare sancita anche dal trattato di pace come una liberazione da un feroce e guerrafondaio liberticida regime fascista), poi nel dopoguerra con la Guerra Fredda, mostrando la faccia più buona e rassicurante di una sorta di Capitalismo sociale per diffondere investimenti e benessere nella popolazione e scongiurare l'ascesa del Comunismo dell'altra superpotenza l'Urss.
Dal 1992 al 2012 si è andati avanti alla Casa Bianca e al Pentagono, alla continua ricerca di nuovi nemici e allora, si è inaugurata la caccia al terrorismo internazionale, e ai cosiddetti Stati "canaglia" (sempre lo schema 'buoni" [vs] "cattivi" che tiene banco, solo che rispetto al passato non c'è un nemico preciso, ma più nemici di volta in volta).
Ma, ora nel 2026,le cose sono cambiate, e si va verso un mondo multipolare, con la salita alla ribalta della Cina con la "Nuova Via della Seta" (2013), col ritorno prepotente della Russia (che fino ai primi anni del XXI secolo era l'ombra di sé stessa dopo il collasso dell'Urss), e la nascita dei Brics, guidati dal colosso India, così l'UE che oscilla fra tendenze sovraniste nazionali e altre unitariste, con le sanzioni messe da Trump sui prodotti europei, la guerra in Ucraina e quella in Medioriente, rischia il blocco del mercato internazionale (anche energetico) e il collasso economico (ecco spiegata la corsa agli armamenti della Germania per soddisfare la domanda interna), in questa situazione anche quel suo grande alleato d'oltre oceano appare in tutta la sua cruda realtà, un nemico che vuole trasformare l'Europa in un mercato di prodotti, una valvola di sfogo per l'economia statunitense tout court, ma che gioca la partita con un grande vantaggio, quello di avere migliaia di soldati sul territorio dei maggiori paesi europei (Italia e Germania soprattutto, esclusa la Francia), frutto del trattato di pace della fine della Seconda Guerra Mondiale, così tutto d'un tratto gli Usa appaiono gli invasori, e il continuo strumentale richiamo al Fascismo, storicamente lacunoso e fazioso, a tanti anni di distanza dalla morte di Mussolini e Hitler appare vuoto e ripetitivo come un disco rotto, esclusivamente valido come diversivo per coprire le lacune di un sistema "lobbycratico" che si allontana sempre più dal cittadino.
Cristiano Vignali - Agenzia Stampa Italia
*Immagine generata da A.I. Gemini di Google su richiesta Vignali.



