Martedì, 4 Agosto 2026
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Politica Estera

Indagato per traffico di droga il figlio di Duterte. Il Presidente delle Filippine dichiara “se colpevole, verrà giustiziato!”.

(ASI) Manila – Il Presidente filippino è stato chiaro: «Ho detto a Pulong: «Il mio ordine è quello di ucciderti se sei coinvolto. E proteggerò la polizia che ti ucciderà, se è vero».

Di Federico Pulcinelli 24 Settembre 2017 – 06:16 2 min di lettura

Così Rodrigo Duterte ha commentato le indagini per traffico di droga che hanno coinvolto anche suo figlio Paolo Duterte, chiamato dal padre affettuosamente “Pulong”.
Vicesindaco di Davao – la capitale de facto dell'isola di Mindanao – e imprenditore di 42 anni, Paolo Duterte è stato ascoltato da una commissione d’inchiesta del Senato che indaga sulle accuse rivoltegli da Antonio Trillanes del Partido Nacionalista ng Pilipinas (Partito Nazionalista delle Filippine), uno dei principali leader dell’opposizione a Duterte e al suo Partido Demokratiko Pilipino – Lakas ng Bayan (Partito Democratico delle Filippini – Potere della Nazione). Secondo Trillanes “Pulong” sarebbe affiliato ad una potente triade cinese che ha portato avanti nella Repubblica delle Filippine una grande operazione di contrabbando di metanfetamina proveniente dalla Cina dal valore di 125 milioni di dollari. Paolo Duterte nega qualsiasi accusa, ma insieme con lui nelle indagine sarebbe coinvolto anche il suo genero Manases Carpio.

Un duro colpo al Presidente filippino che, additato come il “Presidente-sceriffo” o il “Donald Trump delle Filippine”, fin dai primi tempi della sua elezione, avvenuta nel maggio del 2016, ha intrapreso una dura campagna per eliminare il traffico di droga nel suo Paese. Ben 3.800 sono le persone che la polizia ha dichiarato di aver ucciso dall’inizio dell’operazione contro il narcotraffico; uccisioni che riguardano – a quanto dichiarano le forze dell’ordine filippine – spacciatori e capi della malavita locale. Operazioni, però, da sempre condannate dalle diverse organizzazioni per i diritti umani, che hanno più volte accusato la politica governativa di fare uccisioni di massa, colpendo soprattutto anche semplici civili inermi.

Ora l’accusa di traffico di droga colpisce anche la famiglia di Duterte. Il Presidente ha tenuto a puntualizzare che nessuno dei suoi figli è coinvolto nel narcotraffico, ma se le accuse contro suo figlio “Pulong” dovessero essere dimostrate anche a lui non sarebbe risparmiata la medesima sorte che tocca ad ogni altro trafficante di droga.

Federico Pulcinelli – Agenzia Stampa Italia

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