(ASI) Se qualcuno pensava di avere visto il peggio si sbagliava di grosso! Non solo l’invasione della striscia da parte dell’esercito di Israele continua, ma sta assumendo la fisonomia di un genocidio programmato.

60 persone hanno perso la vita e altre 400 sono state ferite ieri nel bombardamento del quartiere di Shebaya, a Gaza, dove sono intervenuti anche gli elicotteri che hanno mitragliato la folla facendo strage tra i civili, compresi donne e bambini e colpendo perfino autoambulanze che trasportavano feriti.

Altro che “Operazione chirurgica mirata” come annunciato da Netanyahu, qui, stiamo assistendo invece ad  "un massacro  di massa programmato". La storia recente ci ricorda che Israele non è nuovo ad azioni di questo genere come è documentato da quanto accade a "Sabra e Shatila" nel 1982.

Il totale delle vittime dell'offensiva scattata l'8 luglio é salito a 425, tra cui 112 bambini, 41 donne e 25 anziani.

 Il governo di unità nazionale palestinese ha condannato "con la massima forza" quello che ha definito come il "l'odioso massacro" compiuto da Israele nel quartiere Shebaya di Gaza.

In una nota diffusa da Ramallah, l'esecutivo di cui fanno parte Fatah e Hamas ha definito quell'attacco "un crimine di guerra" che richiede un immediato intervento internazionale.

Il segretario di stato USA Kerry ha dichiarato che “Israele è sotto assedio dei terroristi”.

Questo ufficialmente perché invece, il segretario di Stato americano, nel tempo di uno stacco pubblicitario durante un’intervista a Fox News, non si è accorto  di avere il microfono aperto e, parlando con una persona del suo staff telefonicamente, si è lasciato andare a un commento che sembra mostrare la sua frustrazione nei confronti dell'invasione da parte di Israele di Gaza. “Altro che operazione di precisione”, ha affermato Kerry in modo sarcastico. “L'escalation è significativa”.

Nell’offensiva di ieri hanno perso la vita anche 13 soldati israeliani.

Il segretario generale della Lega Araba, Nabil el-Araby, ha dichiarato i "bombardamenti barbari" e l'attacco terrestre israeliano contro il quartiere di Sajaya a Gaza sono considerati come un "crimine di guerra" contro i civili palestinesi ed "un'escalation pericolosa" della situazione che lascia presagire "conseguenze nefaste".

Alessandro Mezzano - Agenzia Stampa Italia

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