(ASI) Le recenti dichiarazioni del Guardasigilli Carlo Nordio hanno innescato una vera e propria tempesta politica. Il paragone tra il CSM (e la magistratura in generale) e dinamiche di stampo mafioso ha spinto i vertici del Partito Democratico a chiedere un intervento immediato della Premier Giorgia Meloni, sollevando una questione di responsabilità politica e istituzionale.
Misiani (Pd): parole Nordio chiamano in causa responsabilità politica della presidente Meloni,
Antonio Misiani, esponente della segreteria nazionale del PD, non usa mezzi termini e definisce le parole di Nordio di una "gravità inaudita". Secondo Misiani, non è possibile liquidare l'accaduto come una semplice gaffe:
“Paragonare il CSM e i magistrati italiani alla mafia è un attacco frontale a un organo costituzionale presieduto dal Capo dello Stato. Il ministro ha inferto un colpo all’equilibrio tra i poteri dello Stato.”
Il senatore dem sottolinea inoltre l’offesa alla memoria storica del Paese, ricordando come l'uso del termine "para-mafioso" sia intollerabile in una nazione che ha versato sangue nella lotta alla criminalità organizzata. L'ultimatum a Palazzo Chigi è chiaro: "Il silenzio di Meloni sarebbe una forma di avallo politico."
Serracchiani (Pd): parole Nordio di gravità inaudita, Meloni prenda distanze
Sulla stessa linea d'onda si pone Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del PD, che sposta l'accento sulla tenuta democratica delle istituzioni. Per Serracchiani, le affermazioni del Ministro della Giustizia superano il confine della critica politica:
Gravità Istituzionale: Viene ricordato che il CSM è presieduto dal Presidente della Repubblica.
Contraddizione col Giuramento: Il Ministro avrebbe agito contro il giuramento prestato sulla Costituzione.
Rischio Eversivo: La Serracchiani definisce l'atteggiamento di Nordio come quello di chi "piccona le istituzioni", parlando apertamente di derive che sanno di "eversione".
La pressione su Palazzo Chigi
Il fulcro della polemica si sposta ora su Giorgia Meloni. Il Partito Democratico chiede a gran voce che la Presidente del Consiglio prenda formalmente le distanze dal suo Ministro. Il rischio, secondo le opposizioni, è che il governo stia avvallando uno scontro senza precedenti con l'ordine giudiziario, minando la credibilità internazionale e la stabilità interna delle istituzioni repubblicane.




