Nuoce e confonde le idee la scomposta reazione di Nicola Gratteri

(ASI) /È degenerata, com’era inevitabile, la polemica, a distanza, sul referendum tra il ministro della giustizia, Carlo Nordio, padre putativo della legge sulla riforma della giustizia in discussione e oggetto di referendum il 22 e il 23 marzo, e il procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri, che questa riforma non condivide ed è schierato per il no.Vediamo i termini della questione.

Qualche giorno fa un professore universitario in pensione, che segue con assiduità (e benevolenza)i miei articoli, dopo aver letto il mio ultimo pezzo (“Chi controlla la magistratura?” L’imbarazzante e inquietante quesito di Carlo Nordio, ministro della giustizia, che rivela, con un autogol clamoroso, i veri scopi della riforma)che terminava con “questo, mi pare, sia l’ennesimo motivo per votare no”, mi ha incontrato e mi ha confidato: per me non è l’ennesimo, è l’unico motivo,perché mi è sembrato quello vero e convincente. Come ho fatto a indurre il professore a votare no? Semplice, ho usato le tesi e le dichiarazioni di Carlo Nordio, sì, proprio il ministro. Che nel corso di una conferenza stampa ad un certo punto si è chiesto: “Chi controlla la polizia? La controlla la magistratura. E chi controlla la magistratura?” ha chiesto provocatoriamente il ministro, ribadendo poi la necessità urgente di una riforma costituzionale per introdurre, appunto, un sistema di controllo. Ancora c’è l’art. 104 della Costituzione che non solo non prevede controlli,recita testualmente: “La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”. Come fa un ministro, per giunta guardasigilli, a porsi una domanda su chi controlla la magistratura se la Costituzione dice che deve essere un organo autonomi e indipendente? Vuol semplicemente dire che si vuole far finire, per un’infinità di ragioni, eprima possibile,questa autonomia e questa indipendenza. D'altronde il 104 è uno dei sette articoli della Costituzione che verranno modificati. Mi pare sia abbastanza chiaro ed evidente.Nicola Gratteriha solo tratto le conclusioni che possono fare tutti, peraltro ovvie e scontate. I delinquenti e tutti coloro che vedono nella magistratura un argine alle loro malefatte sono favorevoli a fermarla, come quelli della P2 che volevano,appunto,sottoporre a controllo i magistrati. Gratteri ha solo aggiunto che la mafia, i centri di potere e la massoneria deviata votano sì, non che tutti coloro che votano sì sono delinquenti e mafiosi. Eppure c’è stato il finimondo, hanno pure protestato 51 magistrati (su 9.500) e Nordio, brillante e sollecito come al solito, ha detto che sarebbe necessaria una visita psicoattitudinale. Qui credo, e temo, che abbia veramente ragione Nordio: sì, solo un pazzo può rischiare la vita tutti i giorni, sua e dei suoi cari, per un Paese in cui i ministri, invece di essere grati e di ringraziarlo, lo deridono e lo sbeffeggiano in continuazione.

Fortunato Vinci – www.lidealiberale.com – Agenzia Stampa Italia

 

 

*Immagine generata con A.I. Microsoft Copilot.

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