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Politica Estera

Nucleare iraniano. Boroujerdi: “La proroga delle trattative fra Gruppo 5P+1 ed Iran, esprime volontà delle parti a trovare accordo definitivo senza che l’Iran rinunci ai diritti sul nucleare”

Di Niger September 20 Luglio 2014 – 22:11 2 min di lettura

(ASI) A Vienna  la Repubblica Islamica dell'’Iran e il Gruppo dei “5 Paesi +1"  (Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Russia, Cina e Germania). hanno prolungato fino al 24 novembre 2014 l’accordo interlocutorio raggiunto a Ginevra (Svizzera) il 23 novembre 2013 ed è entrato in vigore a gennaio 2014.

La speranza di tutti è che siamo di fronte ad un’ intesa intermedia che sulla carta sta a  rappresentare  la volontà dei negoziatori di  rinnovare sistematicamente la posizione nelle trattative puntando a limare progressivamente le differenze ed al raggiungimento di un risultato conclusivo  positivo. In pratica,  si tratta della strategia diplomatica dei piccoli passi, naturalmente in avanti,  che, si spera, avvicineranno sempre più le parti, fino a che l'annosa controversia venga finalmente superata.
Questo, in linea di massima è anche il pensiero del Presidente del Majlis per la  Sicurezza Nazionale iraniana e del Comitato per la politica estera Alaeddin Boroujerdi  che sulla questione però ha dichiarato:  "Il messaggio  che ci viene dai  recenti colloqui di Vienna  è che la Repubblica Islamica dell’'Iran e il sestetto in rappresentanza delle potenze mondiali hanno la volontà di raggiungere un accordo globale e definitivo".
Inoltre, l’alto esponente parlamentare  iraniano, nonché esperto legislatore,  ha anche sottolineato che l'accordo sulla proroga di quattro mesi dei negoziati sul programma nucleare di Teheran non significa che ci sarà un cambiamento nelle posizioni della Repubblica Islamica.  A proposito di ciò ha precisato: "Abbiamo deciso di raggiungere un accordo  nella consapevolezza che stiamo difendendo i diritti nucleari della nostra nazione".  Inoltre, Boroujerdi ha espresso la speranza che gli Stati Uniti abbandonino le richieste eccessive  in maniera tale che nei quattro mesi si possa raggiungere un accordo definitivo.

Infine, il parlamentare  ha considerato anche l’ipotesi in cui i negoziatori non dovessero  riuscire  a raggiungere un accordo finale. In questo caso,  ha detto: “ La Repubblica Islamica dell’Iran è pronta a riprendere  la produzione del 20%  di uranio arricchito, ad attivare rapidamente  il reattore ad acqua pesante di Arak, ed a costruire centrifughe di nuova generazione.
Queste osservazioni lo ricordiamo sono  state fatte dopo che l'Iran ed i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'Onu - Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Russia e Cina , più la Germania, hanno convenuto insieme  di prorogare le trattative  fino al 24 novembre 2014.
In precedenza le due parti avevano sottoscritto un accordo ad interim a Ginevra, Svizzera, il 23 novembre 2013, L' intesa era valida per un periodo di sei mesi, a partire dal 20 gennaio 2014  e che, quindi scadeva il 20/07/2014. Un patto secondo cui veniva definito il seguente  piano comune d'azione:  i sei Paesi si impegnavano a  rendere meno pesanti le sanzioni alla Repubblica Islamica. In cambio l'Iran limitava alcune sue attività nucleari.

Niger September – Agenzia Stampa Italia

 

 

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