(ASI) La storia è notoriamente fatta di corsi e ricorsi; uno dei più evidenti è che ogni impero prima o poi conosce il proprio declino ed ora sembra giunto l’inizio della fine per quello statunitense.

 

La vicenda siriana da questo punto di vista è stata emblematica. Obama, già Nobel per la Pace pur senza aver fatto nulla, avrebbe voluto scatenare una nuova guerra in Medio Oriente ma si è dovuto scontrare con la ferma opposizione della Russia di Putin, ed in parte della Cina. A Washington ovviamente non hanno preso bene questa sconfitta diplomatica e hanno ribadito che la possibilità di una azione militare contro Damasco rimane sul tavolo, anche se per i prossimi mesi l’opzione rimarrà sospesa per cercare una soluzione politica alla vicenda.

Ma perché la “grande democrazia” americana che di solito prima attacca e poi annuncia le nuove guerre in questa occasione ha abbassato la testa?

Varie le ragioni, in primis la volontà di evitare un nuovo Vietnam, l’esercito siriano è tra i più preparati della regione, secondo solo a quello israeliano, e una volta terminati i bombardamenti aerei, arte in cui l’aviazione Usa eccelle, per i marines sarebbero iniziati i problemi anche per via del territorio impervio. Da considerare poi l’impossibilità di trincerarsi dietro l’ombrello dell’Onu per poter scatenare il nuovo conflitto. L’intervento americano avrebbe poi rischiato far esplodere il Medio Oriente, zona che da quando è stato artificiosamente lo stato sionista non ha conosciuto un solo giorno di pace. Tutte ottime ragioni ma risibili per la Casa Bianca che dal suo ingresso nella I Guerra mondiale ha sempre anteposto i propri interessi politici ed economici alle ragioni umanitarie e civili, anche se da circa 70 anni la vulgata popolare, specie quella italiana prova a convincerci del contrario.

Se alla fine Obama sì è tirato indietro è solo perché l’opposizione russa lo ha messo con le spalle al muro e costretto alla resa.

La vicenda, tenendo conto delle differenze, ricorda a parti invertite la crisi dei missili cubani del 1961.

All’epoca gli Usa erano lanciati alla conquista dello spazio e del mondo ed erano guidati dal presidente Kennedy, una sorta di Obama bianco. L’Urss voleva installare i propri missili sull’isola di Cuba ma la ferma opposizione di Washington, che per giorni tenne tutti con il fiato sospeso per il timore dello scatenarsi della III Guerra mondiale, fece sì che Mosca tornasse sui propri passi segnando la supremazia della bandiera a stelle e strisce su quella rossa. Di lì a meno di 30 anni l’Urss si dissolse sconfitta politicamente ed economicamente dalla controparte, probabilmente guadagnando anche qualche anno grazie alle ingloriose presidenze Ford e Carter.

Oggi le posizioni si sono invertite e Obama che più che un nuovo Kennedy, che peraltro ha goduto di una pubblicistica fin troppo amica, appare come un maldestro emulo di Ford e Carter, sembra certificare l’inizio della fine di quello che è passato alla storia come il “secolo americano”.

Per carità la fine dell’impero è ancora lontana ma intanto il declino è iniziato, Si può solo sperare che nei prossimi 20/30 anni le barbarie prodotte a Washington non finiscano di distruggere la millenaria cultura e civiltà europea che non a caso negli ultimi 70 anni ha conosciuto un rovinoso declino.

Fabrizio Di Ernesto – Agenzia Stampa Italia

ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull'argomento trattato, il giornale ASI è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d'interpretazione

 
L'onestà intellettuale crea dibattito e stimola nelle persone l'approfondimento. Chi sostiene l'informazione libera, sostiene il pluralismo e la libertà di pensiero. La nostra missione è fare informazione a 360 gradi.

Se credi ed apprezzi la linea editoriale di questo giornale hai la possibilità di sostenerlo concretamente.
 

 

 

Ultimi articoli

Il cordoglio di Alfredo Mantovano per la scomparsa di Vittorio Messori

(ASI) Vittorio Messori non è stato solo un grande apologeta: lo straordinario successo delle sue opere, che hanno costellato il cammino di mezzo secolo della cultura italiana, deriva dall’aver egli ...

Storie, VI puntata: Verba Velata, l'eccellenza multisensoriale del Body Painting. Rosario Lavorgna incontra l’artista internazionale Vivian Belmonte durante una performance al Contemporary Art Museum di Casoria

Storie, VI puntata: Verba Velata, l'eccellenza multisensoriale del Body Painting. Rosario Lavorgna incontra l’artista internazionale Vivian Belmonte durante una performance al Contemporary Art Museum di Casoria

Crisi energetica, Fiore (FN): "Prendiamo subito gas e petrolio dalla Russia"

(ASI) "Mentre il costo della benzina e del gas aumenta vertiginosamente, l'Italia, che non ha avuto problemi a importare gas e petrolio dall'Unione Sovietica, nel momento in cui il Partito ...

Governo. Gruppioni (FdI) grazie a Meloni Italia protagonista nel Golfo

'(ASI) "La missione della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel Golfo segna un cambio di passo netto nella proiezione internazionale dell’Italia. Tempestività, presenza e visione strategica si traducono in ...

Meloni nel Golfo, Barbera (PRC): "Altro che sicurezza energetica, è subalternità alla guerra"

(ASI) "Il blitz di Giorgia Meloni nel Golfo Persico, presentato come missione per la sicurezza energetica, è in realtà l'ennesima conferma della subalternità del governo italiano alle logiche geopolitiche e militari ...

Maltempo, Confeuro: “Preoccupati per effetti su agricoltura e infrastrutture”

(ASI)“Le regioni del Centro e Sud Italia devastate dal maltempo estremo che in queste ore sta provocando danni e disagi diffusi. Frane, allagamenti, veicoli bloccati, ponti crollati, collegamenti stradali ...

Pasqua, Tiso(Accademia Ic): “Comunità internazionale torni a investire nella pace”

(ASI) “In un tempo segnato da conflitti, tensioni e incertezze globali, una festività assume un significato ancora più profondo. La Pasqua rappresenta infatti un simbolo universale di rinascita: il passaggio ...

Sanità, Ugl: "Pronto Soccorso sotto attacco, infermiere aggredito al san giovanni. ora basta, serve sicurezza immediata

(ASI) "L'UGL Salute esprime profonda indignazione e massima solidarietà all'infermiere aggredito nella notte presso il pronto soccorso dell'ospedale San Giovanni Addolorata di Roma, vittima di un violento episodio che rappresenta ...

La Sfida fra "Due Rome": Dominato vs Principato nello scontro fra Austria e Italia

(ASI) Roma - Il conflitto tra l'Impero d'Austria e l'Italia durante il Risorgimento italiano non fu solo una disputa territoriale, ma una vera e propria guerra di simboli e filosofie ...

Dl Sicurezza. FdI: ostruzionismo sinistra conferma disinteresse per italiani

(ASI) "Il decreto Sicurezza procede il suo esame nella commissione Affari Costituzionali, nonostante l’ostruzionismo ottuso e strumentale dell’opposizione di sinistra che dimostra ancora una volta il totale disinteresse ...