(ASI) Reggio Calabria - Solo qualche ora fa, su un popolare social network, mi sono imbattuto per caso in un vano (e vanitoso) scambio di battute e complimenti tra un paio di sfegatati ed acritici sostenitori del candidato sindaco Falcomatà ed uno dei suoi tanti candidati delle undici liste collegate.

Al di la dei soliti salamelecchi di maniera d’uso nella cosiddetta “Reggio bene” spiccava, per pressapochismo e puro sfoggio di supposta cultura alta, la bislacca quanto fuori luogo affermazione di uno di essi il quale, lamentandosi di non avere reperito presso il bookshop del Museo Nazionale della Magna Grecia un certo libro contenente una raccolta di epigrammi latini che - a suo dire – non poteva mancare presso la pur piccola libreria del Museo ne addebitava tutta la colpa all’impreparazione culturale (diceva lui) della ragazza del punto vendita nonché, implicitamente, alla superficialità del gestore e ne traeva del tutto illogicamente spunto per una personale filippica sull’impossibilità di fare turismo a Reggio Calabria in queste condizioni.
Costui voleva forse farci credere – con una raccapricciante e qualunquistica approssimazione - che se il turismo a Reggio langue e non crea opportunità di sviluppo la responsabilità è interamente attribuibile alla ragazza del bookshop che, pur lavorando onestamente, ha l’orrenda colpa di non possedere (forse) una laurea specialistica in lettere classiche.

Nonostante, l’episodio sia minimale e forse nemmeno degno di essere riferito (tant’è che eviterò di indicare l’autore della “Lectio Magistralis” sulla gestione delle librerie museali), ritengo che esso sia davvero significativo ed emblematico di un certo malsano modo di intendere la politica e la cosa pubblica da parte della coalizione afferente al Partito Democratico nel suo complesso che, con posizioni intellettualoidi ed aprioristiche, oltre che illogiche ed immotivate, quantomai lontane dalla realtà di tutti i giorni e distanti anni luce dai problemi concreti, dall’alto delle loro torri d’avorio, pretendono saccentemente e presuntuosamente di impartire lezioni a chicchessia, partendo – a cascata – dalla  ragazza del bookshop, passando per il gestore e salendo via, via fino alla Soprintendenza per i Beni Archeologici.

Questo personaggio che si è voluto così presuntuosamente – secondo una certa tradizione di sinistra – ergere a paladino della cultura perduta e censore del malcostume cittadino, disconosce o forse non vuole vedere che se il turismo non ingrana a Reggio Calabria non è certo colpa di un libro classico in più o in meno esposto nella libreria del museo ma, piuttosto, di una serie di problemi concreti e carenze elementari evidenti ai più ma non a lui.
Disconosce costui che, da decenni, in città non esistono servizi igienici pubblici – in special modo – nelle vicinanze dei punti di interesse turistico, non sa che le guide turistiche abusive imperversano illegalmente senza che ci sia l’ombra di un controllo sistematico da parte degli enti preposti, sottovaluta l’assenza di collegamenti pubblici diretti tra l’aeroporto ed il Museo, ignora che sul Corso Garibaldi bar ed esercizi pubblici sono stati nominati d’ufficio infopoint turistici (con tanto di targhetta) senza che all’interno ci sia un solo barista o cassiere che parli una parola di inglese o di francese mentre l’unico chioschetto di informazioni degno di tale nome assegnato temporaneamente anni fa resta desolatamente chiuso nei pressi della Stazione Lido.

Di questi ed altri problemi concreti noi della lista civica Ethos vogliamo parlare. Questi sono i veri temi del lavoro e dello sviluppo economico e turistico che è possibile risolvere dal basso, rapidamente e con misure semplici ed alla portata di qualunque amministratore della cosa pubblica che abbia le idee chiare e buona volontà, ad esempio, ristrutturando funzionalmente e riportando a condizioni di decenza i bagni pubblici chiusi ed abbandonati da decenni che si trovano sulla Via Marina ed  a Piazza Duomo, creandone di nuovi nei locali tecnici adiacenti all’intubata e nei pressi del Castello Aragonese, sollecitando controlli severi e continui per combattere l’abusivismo, incentivando la costituzione di cooperative di trasporti veloci in minibus nella tratta centro-aeroporto, promuovendo la costituzione di associazioni di guide che possano gestire globalmente percorsi turistici urbani ed extraurbani e valorizzare i tanti siti archeologici abbandonati o dimenticati presenti in città, ecc.
Misure semplici e – ribadisco - concrete che, evidentemente, non sono gradite o quantomeno non  risultano comprensibili ad una categoria, fintamente elitaria, di snob privilegiati e avulsi dai problemi di tutti i giorni che preferisce occuparsi dei massimi sistemi e che – ahimé – sembra essere ben rappresentata dal candidato sindaco del PD e dalla maggior parte della sua folta platea di candidati consiglieri.

Giorgio NORDO
candidato alla carica di Consigliere Comunale per Reggio in Movimento nella lista civica ETHOS

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