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(ASI) La crisi economico-sociale, che rischia di cambiare irreversibilmente il volto dell'Europa, è fenomeno abbastanza recente. Ma già la caduta del muro di Berlino, che ha portato con sé nuovi assetti politici mondiali, in qualche modo ne aveva anticipato i contenuti. Nel 1989 non è stato solo abbattuto un simbolo di divisione dell'Europa, ma si è verificata una trasmigrazione, un travaso demografico incontrollato (sebbene non imprevisto e, forse, auspicato), che ha pochi precedenti nella storia: il tutto in nome del troppo ostentato (e quindi sospetto) principio della “libera circolazione” dei popoli.  L'aspetto forse più vistoso è stato il trasferimento, anche massiccio e certo tuttora non quantificabile, di popolazioni germanofone dai territori dell'Europa ex comunista: gente di antiche ascendenze tedesche ed ebrei dell'Est europeo (Aschenaziti) di tradizioni, cultura  jddisch. Le destinazioni, in ordine di importanza numerica, sono state Stati Uniti d'America e Germania: proporzionalmente esiguo è stato il numero di chi ha scelto Israele. Nel Paese uscito dalla riunificazione delle due Germanie gli Exilanten si sono inseriti molto meglio, per esempio, degli immigrati di etnia e lingua slave (Russi, Polacchi, Ucraini, Croati ecc.), essendo stati facilitati dalla lingua materna (jddisch), che è affine al tedesco. Inoltre portavano cognomi in lingua tedesca. Difficile quindi distinguerli dai tedeschi autoctoni. Non meno difficile è stabilire la loro posizione in Germania dopo il 1989, anche se si sa che nella Repubblica Democratica Tedesca il loro peso era  ragguardevole, non solo sotto il profilo scientifico, ma anche politico (capo degli 007 della STASI – non esattamente un Ente di beneficenza – per esempio era Misha Wolf). Per la Germania riunificata, tuttavia, mancano studi, mancano statistiche, e ogni seria indagine sull'argomento resta improponibile, in assenza di una legislazione che garantisca la libertà di ricerca… per tutti. La questione di fondo dunque rimane aperta, anche se sociologi e politologi sempre più spesso si interrogano sull'attuale consistenza numerica e sulla posizione politico-economica dei cittadini tedeschi di religione/etnia ebraica a partire dal 1989 in poi. Che per ora resta una notizia... coperta dal segreto istruttorio.

Claudio Attardi

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