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(ASI) A ottobre dello scorso anno, la denuncia di Confcommercio Umbria: “la crisi ha reso più acuto il disagio sociale da cui la microcriminalità trae alimento. Sulle imprese perciò grava il peso di una crescente insicurezza, dato da una microcriminalità che sta usando le imprese del commercio, del turismo e dei servizi come un bancomat”.

Oggi Confcommercio dell’Umbria torna sul tema della sicurezza con una lettera aperta i sindaci di tutti i Comuni della regione, che trae spunto dalla opportunità derivante dall’atto di programmazione 2013-2014 relativo agli interventi in materia di sicurezza dei cittadini, che la Regione sta approvando in questi giorni, e che deve essere immediatamente colta da tutte le amministrazioni locali.

“La difficile fase socio-economica che stiamo vivendo - dice Aldo Amoni, presidente Confcommercio dell’Umbria - impone con crescente urgenza scelte anche complesse che fino a poco tempo fa potevano essere procrastinate senza grandi patemi. La sicurezza urbana ed il contrasto alla microcriminalità sono uno di quei temi su cui le amministrazioni non possono rimandare interventi di prevenzione e di contrasto che siano efficaci e diano una risposta al crescente malcontento sociale, che rischia di degenerare come si è visto recentemente.

Una opportunità - specifica Amoni - deriva dall’atto di programmazione 2013-2014 relativo agli interventi in materia di sicurezza dei cittadini che la Regione sta approvando. All’interno di questo atto vi sono linee operative del tutto condivisibili e che centrano il cuore del problema che risiede tanto nelle iniziative di sicurezza in senso stretto (videosorveglianza, dotazione di uomini, protocolli interistituzionali, ecc.) quanto in azioni legate alla rivitalizzazione delle città.

Questo secondo aspetto è finalmente entrato nelle attenzioni della Regione, che ha condiviso ormai da tempo con noi l’assunto per cui esiste una stretta connessione tra degrado urbano e insicurezza per imprese e famiglie. Non posso quindi non sollecitare i Comuni dell’Umbria – sottolinea Amoni - ad un supplemento di impegno nel favorire l’accessibilità e nella rivitalizzazione delle città e dei centri storici presenti in ogni territorio, anche avvalendosi degli strumenti previsti dalla legge regionale sui centri storici (L.R. 12/2008) ed in particolare dei Quadri Strategici di Valorizzazione, che rappresentano una grande occasione per fare progettazione integrata e ridare vita, e quindi sicurezza, alle nostre aree urbane.

Le risorse che la Regione ha potuto mettere a disposizione dei Comuni con l’atto citato sono limitate ed è per questo che occorre farne un uso più che oculato, concentrandole su interventi di sicurezza in senso stretto: videosorveglianza, antitaccheggio, antirapina, antisfondamento, vigilanza, e così via.

Confcommercio – informa il presidente Amoni - ha sottoscritto un Protocollo nazionale con il ministero dell’Interno denominato Secur Shop, che permette di collegare i punti vendita in tempo reale direttamente con le centrali operative delle Forze dell’Ordine per consentire a queste ultime interventi tempestivi e, quindi, spesso risolutivi. Il Protocollo è operativo anche in Umbria, grazie all’impegno di Confcommercio regionale nei confronti delle istituzioni preposte. Organizzazione che si propone come interlocutore nella creazione dal basso dei percorsi legati alla sicurezza, anche per uscire da apriorismi che non giovano alla soluzione dei reali problemi di famiglie ed imprese. Per quanto mi riguarda - conclude Amoni - credo che il coinvolgimento delle Associazioni come la nostra, fin dalla fase di ideazione degli interventi in materia di sicurezza, rappresenti un passaggio necessario e fecondo da cui possono scaturire solo le migliori strategie per i singoli territori. Tenendo conto che per le migliaia di imprese che rappresentiamo la sicurezza è un vero e proprio fattore di produzione”.

 

 

 

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