Lunedì, 31 Agosto 2026
ASI Notizie
Umbria. Gualdo Tadino: due cani morti per sospetto avvelenamento. Nella zona altri episodi recenti. Trust, accordi extragiudiziali e tutela del credito: la lezione di Re Cross Transport Ltd per la giurisprudenza italiana UNCEM  commenta  la sentenza della Cassazione contro ex Sindaco di Chamois: e allora anche tagliare il bosco è reato? Legge elettorale, il ballottaggio torna sul tavolo: la maggioranza cerca l'intesa Trump punta sul petrolio venezuelano per riempire le riserve strategiche Usa Valdegamberi (Futuro Nazionale): "La finta liberazione di Zaia, il "Signor Morte", Radicali e Sinistra Non è libertà se lo Stato non garantisce alternative alla morte e produce disperazione. così in Canada" Fisco, Ricchiuti (FdI): chi lavora non è bancomat di Stato  Disastro fiume Sarno, Sen. Mazzella (M5S): “URge cabina di regia nazionale e riclassificazione a sin, dati georeferenziati sui sequestri e sugli scarichi abusivi: depositata interrogazione parlamentare " Cuzzupi(UG): Serve un patto tra formazione e lavoro. La scuola costruisce le competenze, l’impresa aiuti a trasformarle in esperienza Paraguay, si dimettono 300 medici per i salari troppo bassi Arte dell’ozio e produttivita, riscoprire il tempo della conteplazione nella società moderna Umbria. Gualdo Tadino: due cani morti per sospetto avvelenamento. Nella zona altri episodi recenti. Trust, accordi extragiudiziali e tutela del credito: la lezione di Re Cross Transport Ltd per la giurisprudenza italiana UNCEM  commenta  la sentenza della Cassazione contro ex Sindaco di Chamois: e allora anche tagliare il bosco è reato? Legge elettorale, il ballottaggio torna sul tavolo: la maggioranza cerca l'intesa Trump punta sul petrolio venezuelano per riempire le riserve strategiche Usa Valdegamberi (Futuro Nazionale): "La finta liberazione di Zaia, il "Signor Morte", Radicali e Sinistra Non è libertà se lo Stato non garantisce alternative alla morte e produce disperazione. così in Canada" Fisco, Ricchiuti (FdI): chi lavora non è bancomat di Stato  Disastro fiume Sarno, Sen. Mazzella (M5S): “URge cabina di regia nazionale e riclassificazione a sin, dati georeferenziati sui sequestri e sugli scarichi abusivi: depositata interrogazione parlamentare " Cuzzupi(UG): Serve un patto tra formazione e lavoro. La scuola costruisce le competenze, l’impresa aiuti a trasformarle in esperienza Paraguay, si dimettono 300 medici per i salari troppo bassi Arte dell’ozio e produttivita, riscoprire il tempo della conteplazione nella società moderna
Musica

Quando Nina Simone incontrò David Bowie di Salvo Nugnes

Di Salvo Nugnes 6 Dicembre 2025 – 16:24 2 min di lettura

(ASI)  Nel 1974, Nina Simone appariva come un’ombra di sé stessa. Seduta in disparte all’Hippopotamus Club di New York, cercava un po’ di tregua da uno dei periodi più complessi della sua esistenza.

Eppure, solo pochi anni prima, Nina era stata una delle voci più limpide, amate e riconoscibili del jazz mondiale: un prodigio del pianoforte classico trasformato in icona della musica nera, capace di attraversare con naturalezza gospel, blues e soul, riempiendo teatri, classifiche e cuori con interpretazioni magnetiche come Feeling Good, I Put a Spell on You, Mississippi Goddam e tante altre che l’avevano consacrata come una leggenda vivente.

Ma in quel momento, tutta quella gloria sembrava lontana: processi, delusioni, fratture personali e un lungo addio alla scena musicale ne avevano logorato l’anima, riducendo al silenzio quella voce indomita che aveva infiammato un’intera epoca.

Quella sera, quasi per istinto, Nina era andata a seguire un concerto di David Bowie. Non si aspettava nulla, forse solo un diversivo. E invece accadde qualcosa che nessuno avrebbe potuto prevedere.

Bowie la notò tra la folla. Si avvicinò con gentile sicurezza, la salutò e le chiese il numero. Un gesto semplice, ma che univa due mondi lontanissimi: da un lato la sacerdotessa del soul, simbolo delle battaglie civili; dall’altro il visionario britannico che stava ridefinendo le regole del rock e dell’identità artistica. Eppure, tra loro scattò un’intesa immediata, quasi istintiva.

Alle tre del mattino, il telefono di Nina squillò. Era Bowie. La sua voce, calma e partecipe, sembrava attraversare ogni barriera. “La prima cosa che voglio dirti è che non sei folle”, le disse. Per Nina, abituata a sentirsi giudicata, fraintesa e spesso etichettata come instabile, quelle parole furono un colpo al cuore. Bowie le spiegò che la sua sensibilità profonda non era una maledizione, ma un dono raro che pochi erano in grado di comprendere.

Da quella notte iniziò un periodo di conversazioni intense e affettuose. Parlano di musica, di paure, di vita. A volte restavano semplicemente in silenzio, un silenzio che non pesava ma univa. Suonavano, si confidavano, si ascoltavano davvero. Per Nina, Bowie divenne una presenza capace di vedere ciò che molti ignoravano: la sua verità interiore, fragile e potente insieme.

Fu grazie a quel rapporto inatteso che ritrovò lentamente il coraggio di riaffacciarsi alla musica. Non per obbligo verso l’industria o per compiacere qualcuno, ma perché qualcuno le aveva ricordato che la sua voce possedeva ancora un valore immenso. Bowie, con la sua naturalezza aliena e il suo sguardo che andava oltre le superfici, riuscì a restituirle fiducia, dignità, respiro.

Per il resto della vita, Nina portò con sé il ricordo di quelle notti fatte di parole e note. In un momento in cui il mondo sembrava non volerla più ascoltare, David le diede qualcosa che nessun applauso avrebbe potuto offrirle: la sensazione di essere finalmente compresa. Una scintilla che cambiò la traiettoria della sua anima, come la fede.

 

 

 

*Immagine generata da Chat Gemini di Google.

Nota della Redazione

ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Il giornale ASI è a disposizione degli interessati per pubblicare comunicati o repliche. Invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati e a consultare più fonti.