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(ASI) Esiste in Italia un gruppo di medici, davvero non numeroso, che ha creduto fortemente nelle potenzialità della medicina neonatale ed ha consequenzialmente immaginato e creato strutture idonee all'assistenza del neonato patologico, le oggi famose Terapie Intensive Neonatali (TIN).


Ciò ha comportato un impegno feroce ed anni di sacrifici, spesi per la formazione, in moltissimi casi avvenuta in Centri Esteri, e per la costruzione ed organizzazione di quanto necessario per assistere il neonato.

La prova? La consistente riduzione della mortalità neonatale osservata negli ultimi anni fino a giungere a valori perfettamente in linea con i risultati ottenuti nei Paesi più avanzati.

Tutto questo è avvenuto su basi sostanzialmente volontaristiche, senza che ci fosse percezione del fenomeno o sostegno da parte delle Istituzioni.

Questo mondo, che ancora oggi spinge giovani medici a scegliere la Neonatologia come professione, rinunciando a scelte sicuramente più remunerative, viene vanificato, annullato ed in qualche modo deriso da quanto apprendiamo essersi verificato nell'Ospedale San Giovanni Addolorata di Roma: non il triste errore umano e le sue drammatiche conseguenze, ma il fatto che il responsabile ad interim della Terapia Intensiva Neonatale è una Collega ginecologa, nominata "motu proprio" in data 7 dicembre 2011 dai Vertici dell'Ospedale.

 Una ginecologa a dirigere la Terapia Intensiva Neonatale? Sì.

Evidentemente, il responsabile o i responsabili di tale scelta ignorano quali siano le competenze necessarie per dirigere una TIN o hanno immaginato che potessero comunque far parte del bagaglio culturale di un ginecologo.

Tale situazione è stata negli ultimi giorni rimossa, con un provvedimento che affida la TIN al Primario del Dipartimento Emergenza e Accettazione (D.E.A), con delega di rivisitazione dei protocolli diagnostici-assistenziali al Primario di emato-oncologia, continuando ad ignorare la specificità delle cure intensive neonatali, che sicuramente non possono essere affrontate da specialisti di altra area.

Se questa è la interpretazione che si vuol dare alla "Spending Review", deludiamo sicuramente l'obiettivo, da individuare nella razionalizzazione dell'offerta assistenziale, al fine di contenere l'impegno economico e nella conservazione, anzi nel potenziamento della qualità e sicurezza dell'offerta.

La SIN Società Italiana di Neonatologia sente il dovere di intervenire sull'argomento per difendere la Neonatologia italiana e le sue realizzazioni e chiede che le Istituzioni regionali o nazionali intervengano sul tema e correggano, annullandole, le scelte inaccettabili ed inqualificabili cha hanno anche il torto di non raggiungere gli obiettivi per i quali sono state effettuate.

ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull'argomento trattato, il giornale ASI è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d'interpretazione

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