UNCEM: proteste in tante altre situazioni. soluzione è da trovare. ed evitiamo il sottogruppo dei comuni che avranno benefici economici
(ASI) "Da un anno e mezzo Uncem dice al Governo che la riclassificazione dei Comuni montani italiani andava evitata. Ora siamo arrivati alle proteste, anche dure, di tanti Comuni esclusi. Ieri quelli marchigiani, riuniti a Loreto. E nella Santa Casa, hanno dato senso alla mobilitazione chiedendo impegno diretto e in tempi rapidi a Rappresentanti del Governo, del Parlamento, della Regione. In testa Ministri e Governatore regionale marchigiani. Uncem dice che la nuova classificazione non andava fatta, siamo stati gli unici. Da vent'anni lo affermiamo. Consapevoli del caos di una ennesima classificazione di Comuni, nel Paese Italia che ha più classificazioni di Comuni al mondo. Sono divisive. Avevamo chiesto di eliminare l'articolo 2 del ddl. Ora le preoccupazioni dei Comuni sono molte. Quello che non si capisce è se a chi non sarà più montano si applicheranno ancora le norme su scuole, sanità, trasporti, con numeri e ordinamento differenziato. È così da decenni. Cambierà per chi è fuori? Dunque, Uncem vuole capire se la classificazione è di fatto retroattiva. E se cambia gli scenari consolidati da decenni. Sarebbe assurdo e dannoso. Non andiamo in questo caos. Seconda preoccupazione, il sottoinsieme dei Comuni montani che dovrà essere a breve definito secondo criteri sociali ed economici, come prevede la nuova legge montagna. Chi sarà dentro questo secondo elenco avrà i benefici della legge, economici e non solo. Evitiamo questo sottogruppo, questo sottoinsieme che ci preoccupa ancor più del primo elenco, da tre mesi al centro di furiose polemiche e scontri. Fossimo stati ascoltati, si potevano evitare già a ottobre. E pure oggi. Per toglierle di mezzo domani, serve una Politica di coesione, unità, comunione".Lo afferma Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem.




