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GRANDE SUCCESSO PER LA 18° EDIZIONE DELL’ENOSIMPOSIO

Di Giuliana Sotera




(ASI) La splendida e suggestiva location del Club Baia Samuele di Scicli (RG) ha fatto da cornice alla 18° edizione dell’ "Enosimposio" di Assoenologi Sicilia realizzato in collaborazione con l'Assessorato Regionale Risorse agricole ed alimentari. Un evento ormai diventato tradizione che si rinnova di anno in anno, coinvolgendo i più grandi esperti e studiosi del settore vinicolo. Anche per l’edizione 2012, quindi, a partecipare alle intense mattinate di lavoro oltre 250 persone tra enologi, enotecnici, imprenditori, sponsor e giornalisti. Questo a testimonianza ulteriore della costante crescita di un settore, quello vinicolo, anche a dispetto della crisi che sta attraversando il nostro Paese. Un settore attraversato da grandi cambiamenti e che vede l’enologia siciliana ad un punto di svolta, a dimostrazione ulteriore dell’ottima risposta della nostra isola alle esigenze di quanti lavorano nel settore.

A fare da padrone di casa della manifestazione Carlo Ferracane, presidente Assoenologi Sezione Sicilia che, in occasione di questa diciottesima kermesse vinicola, ha ribadito la qualità dei vini siciliani oltre a sottolineare l’importanza dell’unione e della coesione per fare in modo che le produzioni siciliane abbiamo le stesse opportunità degli altri vini.

Tanti ed estremamente interessanti i temi affrontati nella due giorni da alcuni tra i più importanti esperti del settore, moderati dal dottor Daniele Oliva. Ad inaugurare il convegno la relazione della dottoressa Margherita Squadrito, ricercatrice presso il centro E. Del Giudice di Marsala, che ha parlato di "Aromi varietali dei vini passiti di Pantelleria", puntando l’attenzione soprattutto sui metodi tradizionali di produzione del passito. La dottoressa Squadrito ha analizzato i vari fattori che incidono sull’impatto aromatico del Passito, individuandone le varie componenti quali, ad esempio, linalolo e geraniolo che rappresentano l’80% dei composti aromatici presenti nel Passito. Uno studio compiuto su 10 vini passiti di 10 annate diverse – dal 2001 al 2010 – della stessa azienda, analizzando l’evoluzione delle varie componenti, differenziando quelle che si mantengono e quelle che si volatilizzano e spiegando le tecniche utilizzate per l’individuazione degli aromi. «Il Passito di Pantelleria – ha spiegato Squadrito - è perfettamente bilanciato, sia per caratteri gustativi che per la buona durata di conservazione. Le tecniche tradizionali di raccolta e produzione assicurano la massima espressione territorio ma anche una stabilità aromatica difficile in altri contesti. Mai come in questo caso - ha concluso la dottoressa Squadrito - la tradizione esprime il legame inscindibile con territorio».

Tra i prestigiosi ospiti della manifestazione anche l’enologo francese Nicolas Follet, della Oenosense Consulting, che ha condiviso con gli enologi siciliani le sue esperienze di lavoro in Francia e in Sudafrica per spiegare la differenza tra vinificazione degli spumanti in climi caldi e climi freddi. La sua relazione, intitolata "Vinificare spumanti metodo classico in zone a clima caldo" è stata appunto incentrata sulle necessarie variazioni nei tempi di raccolta, programma di pressatura e legni usati per l’ottenimento di vini spumante, in particolar modo le barrique di legno, tradizionalmente usati nelle zone fredde per aumentare la complessità del vino. Un intervento illuminante premiato con una targa ricordo consegnata dal presidente Ferracane.

A toccare invece lo spinoso tema delle "Analisi microbiologiche nel vino, controllo e prevenzione" la dottoressa Giovanna Ponticello, specialista in microbiologia e virologia presso l’Irvos. L’analisi della Ponticello ha puntato l’attenzione su lieviti e batteri del vino e sulle possibili alterazioni da lieviti e da batteri lattici, sottolineando l’importanza dei controlli microbiologici del mosto, della fermentazione alcoolica e durante l’affinamento, filtrazione e imbottigliamento, tutti controlli fattibili presso l’Irvos, dove la dottoressa lavora.

La full immersion è poi proseguita con temi di grande attualità, quali il vino biologico, la Doc Sicilia e L’Igp Terre Siciliane. Ad inaugurare questi temi l’intervento di Gabriele Amore, biologo e ricercatore presso l’Irvos, che ha parlato de "L’effetto delle condizioni ambientali sulla maturazione delle uve sulla qualità dei vini Nero d’Avola nella Sicilia Occidentale". Un lavoro rientrante nello studio sull’espressione genica delle cultivar siciliane portato avanti da Irvos e Centro Ernesto del Giudice di Marsala. Amore ha esposto i primi risultati di un lungo lavoro di ricerca sul ruolo del clima sulla qualità del Nero d’Avola. Ne è emersa la possibilità di considerare, in zone come quelle siciliane, in cui le annate sono sempre più calde, la possibilità di ombreggiare le viti poiché tale soluzione, non avendo effetti negativi, permetterebbe invece di ritardare l’appassimento dovuto al caldo eccessivo.

Il successivo intervento dell’enologo Pietro Di Giovanni è stato invece incentrato sulle opportunità per le aziende siciliane offerte dal nuovo regolamento europeo sul vino biologico. Partendo da un’analisi delle aspettative dei consumatori sul vino biologico, si è arrivati a trattare l’aspetto normativo. Dal 31 luglio infatti si potrà etichettare i vini come "biologici". "Il merito di questo regolamento – ha detto Di Giovanni – è di fissare delle regole laddove c’era un vuoto normativo". Di Giovanni ha indicato le pratiche permesse, vietate o limitate, soffermandosi anche sulle possibili aree di miglioramento.


Lucio Monte, responsabile dell’area tecnico-scientifica dell’Irvos, ha trattato infine le questioni attinenti ai marchi Doc Sicilia e Igp Terre siciliane, che entreranno in vigore a partire dalla campagna vendemmiale 2012-2013 e i cui controlli spetteranno proprio all’Irvos. 33.000 gli ettari di vigneto presumibilmente coinvolti in tutta la Sicilia. Monte ha illustrato il lavoro dell’Irvos: nel 2011, sono stati 774 gli operatori assoggettati, 351 le visite ispettive effettuate e 64 i campioni prelevati. Nel 2012, l’irvos ha già rilasciato 217 certificati d’idoneità Dop. Gran parte dell’intervento è stato poi incentrato sull’analisi dei singoli articoli del disciplinare. "L’8 giugno scorso – ha fatto sapere il dott. Monte – si è costituito il Consorzio di Tutela della Doc Sicilia, presieduto da Antonio Rallo". Concluse le relazioni, tutti gli esperti ed i ricercatori intervenuti hanno risposto alle domande dei presenti.

Al termine di queste intense mattinate di lavori, gli interventi del dott. Dario Cartabellotta, direttore generale dell’Assessorato regionale delle Risorse Agricole e Alimentari – dip. Interventi infrastrutturali per l’agricoltura: «Gli investimenti nel capitale umana, tecnico e commerciale sono le leve per la competitività nel futuro, che passa dalle scelte che si fanno oggi – ha detto il dott. Dario Cartabellotta – Il mondo del vino è molto ricco, fatto di gente che porta la sua storia personale. L’identità della Sicilia è fatta dalla differenza. È questo che dobbiamo portare di noi all’esterno. Siamo una terra che sa generare molteplici climi, terre. L’imprenditoria siciliana però ha bisogno di giuste sinergie e convergenze. Le nostre eccellenze vanno incontro a grossi rischi se non lavoriamo in comune nel marketing, comunicazione e ricerca».

Ringraziamenti speciali sono poi stati rivolti agli sponsor che hanno contribuito a rendere possibile la manifestazione: A&B Group spa di Brescia, Imex Italiana Srl di Marsala, OE Italia, Oliverogar, Vason Group, CLS Informatica –Sistemi di Marsala, Ferrari Srl, Centro enologico Ibleo srl di Ragusa, Ever Intec di Pramaggiore (Ve), Hts Enologia, Laffort di Boreaux, Puleo Srl di Marsala e Carlo D’Amico Rappresentanze di Palermo.

Presente anche il Sindaco di Scicli, Franco Susino ed il prof. Domenico Pocorobba, dirigente dell’Istituto Statale Abele Damiani di Marsala, da sempre all’avanguardia nel settore.

 

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