Martedì, 22 Settembre 2026
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Politica Nazionale

Umbria. Lettera aperta alla Presidente della Regione, Stefania Proietti: l'appello degli Specialisti Ambulatoriali per una riforma reale della Sanità Territoriale

Di Redazione ASI 18 Febbraio 2026 – 08:54 2 min di lettura

(ASI) Umbria  - Con un appello carico di amarezza e determinazione, gli Specialisti Ambulatoriali del SUMAI Umbria rompono il silenzio rivolgendosi direttamente alla Presidenza della Regione Umbria, Stefania Proietti.

Cara Presidente,

ci rivolgiamo a Lei con la franchezza di chi, ogni giorno, opera sul campo, consapevoli dell’ascolto che ha sempre dimostrato e del Suo impegno per una Sanità che sia realmente pubblica, equa e giusta. Lo facciamo dopo un lungo e ragionevole periodo di meditazione e attesa, sperando che i tecnici nominati potessero acquisire maggiore consapevolezza delle problematiche locali e trovare le relative appropriate soluzioni.

Oggi, però, dobbiamo prendere atto che la "pazienza è morta": noi Specialisti Ambulatoriali “non stiamo bene” e ci vediamo costretti a dire basta. Siamo stanchi di essere il bersaglio di chi, governando i processi dall’alto e impartendo ordini alle Aziende, ci accusa di essere la causa delle liste d’attesa solo perché ci ostiniamo a non voler tagliare i tempi dedicati all'anamnesi, alla diagnosi e alla cura del paziente.

È paradossale che il tempo della visita — che include anche l’assolvimento di procedure informatiche spesso malfunzionanti — venga visto come un ostacolo e non come il cuore del nostro lavoro. Tutti sanno, per elementari leggi economiche, che ad un aumento dell’offerta corrisponde un aumento della domanda; eppure, assistiamo a un corto circuito ideologico e finanziario che impedisce la vera "Presa in Carico" del paziente, quella stessa missione che è sancita dall'Accordo Collettivo Nazionale che regola il nostro lavoro e che i burocrati sembrano ignorare.

La realtà che viviamo rasenta l’assurdo: assistiamo a una gestione che, ossessionata dalla ricerca spasmodica della "prestazione in più", finisce per calpestare i diritti fondamentali di chi quella prestazione deve erogarla. È inaccettabile che il diritto al permesso retribuito o, fatto ancora più grave e inumano, i permessi legati alla Legge 104/92 vengano subordinati a logiche burocratiche, quasi fossero un intralcio alla produttività piuttosto che dei diritti. Evidentemente qualcuno, forte solo di un’ esperienza ospedaliera, ritiene che i poliambulatori siano equiparati a reparti di urgenza H24, ignorando la specificità del territorio e la peculiarità contrattuale della specialistica ambulatoriale. Cara Presidente, in un momento in cui i medici scappano dal sistema pubblico e gli specialisti sono ormai merce rara, questo modo di dirigere la Sanità sta desertificando le strutture pubbliche. Siamo rimasti in pochi e siamo gli ultimi disposti a lavorare nella Sanità pubblica. Di fronte a simili vessazioni, nessuno prenderà più il nostro posto.

Non sappiamo se chi dirige dagli agi delle stanze decisionali abbia mai esercitato la professione sul campo, ma certamente non mostra alcun rispetto per la correttezza istituzionale e professionale. Non possiamo più tacere: ci vediamo costretti a raccontare la "verità vera" per il bene dei pazienti, dei loro familiari e della nostra stessa dignità. Non è più tempo di sommessi lamenti, ma di una presa di coscienza collettiva che metta fine a questa gestione miope e punitiva. Grazie Presidente

Gli Specialisti Ambulatoriali Sumai Umbria

 

 

 

 

*“Immagine generata con IA tramite Google Gemini.

Nota della Redazione

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