(ASI) Un giudizio più obbiettivo (rispetto alle solite demonizzazioni) sugli anni della presidenza Nixon (1969-1974), considerati in tutte le loro implicazioni, per gli USA e il mondo intero. E al tempo stesso, una panoramica sulla storia degli Stati Uniti da Nixon a Trump.
Questo il senso del saggio di Ernesto Simini, funzionario emerito della Biblioteca Nazionale di Roma, già autore di studi sulla Grande guerra e su altri momenti della storia del ‘900, “L’affare Watergate- L’orchestra rossa contro Richard Nixon” (Roma, Sovera, 2018, pp. 78, €.10,00).
Già Oliver Stone, col celebre film del 1995 “Gli intrighi del potere-Nixon” aveva tracciato un ritratto più equilibrato del presidente repubblicano, di umili origini, divenuto poi avvocato, a soli 39 anni vicepresidente con Eisenhower e, infine, salito nel 1968 alla Casa Bianca. Non sorvolando certo sul Watergate, ma evidenziando l’energia dimostrata da Nixon nel cercar di porre fine alla carneficina in Vietnam: senza, al tempo stesso, arrendevoli cedimenti alla Cina e, soprattutto, a un’ URSS allora al massimo della sua aggressività (gli anni dal 1968 al 1982 sono quelli delle repressioni neostaliniste a Praga, in Afghanistan e in Polonia, e dell’indiretto espansionismo dell’ URSS, tramite i suoi satelliti, in Africa meridionale e nordorientale).
Questo saggio di Simini, sulla base anche di documenti del Congresso USA ( consultabili dopo il Freedom of Information Act di metà anni ’70 e il loro parziale inserimento anche in Rete), e di articoli specialistici suggeriti a suo tempo, all’Autore, da Indro Montanelli, sviluppa ulteriormente questi temi.
L’Autore non giustifica minimamente il gravissimo autogol commesso da Nixon ordinando (o, quantomeno, facendo poi finta di non vedere) l'”operazione Watergate”. Però evidenzia la singolare coincidenza tra gli sviluppi del Watergate e la crescita dell’opposizione interna (tra gli stessi repubblicani) alla politica presidenziale per chiudere la guerra del Vietnam. Politica che, dopo un anno impiegato nella distensione con la Cina (con la storica visita di Nixon a Pechino) e nella conclusione degli accordi Salt I per la riduzione degli armamenti nucleari strategici con l’URSS, a gennaio 1973 porta alla conclusione degli accordi di pace in Vietnam di Parigi. Proprio poche settimane dopo Parigi, rileva Simini, il caso Watergate comincia a montare, mettendo sempre più in difficoltà un Nixon rieletto, pochi mesi prima, con una maggioranza schiacciante (48 Stati su 50): e che proprio nel ’73, con la pace in vista e il ritorno in patria di centinaia di prigionieri di guerra, giunge al massimo della popolarità. Non è azzardato ipotizzare – prosegue l’Autore – segrete intese tra i sovietici, grandi sponsor dei nordvietnamiti, e la sinistra “liberal” USA: che sin dai tempi di Eisenhower aveva avuto esponenti, nei quotidiani e nella stessa amministrazione federale, “tardorooseveltiani”, simpatizzanti per l’URSS ancora nello spirito di Yalta.
E’ molto difficile ipotizzare chi sarebbe poi andato alla Casa Bianca se Nixon, a gennaio ’77, avesse potuto concludere regolarmente il suo secondo mandato, anche magari dopo aver contrastato a lungo lo spettro del Watergate (inevitabile, qui, il parallelo con Trump alle prese, oggi, col Russiagate). Forse, sull’ onda d’un uscita accettabile dall’incubo vietnamita, lo stesso Reagan in anticipo (Reagan, infatti, nel ’76 già concorre, inutilmente, alla nomination repubblicana). Forse, prosegue Simini, con un’ URSS non più trionfante, si sarebbero potuti anticipare di vari anni il cambio della guardia al vertice russo, l’obbligatorio “nuovo corso” di Gorbaciov e il crollo finale dell’ Impero sovietico. Mentre, in economia, la società americana non avrebbe subìto i guasti causati, in seguito, dalla “deregulation” reaganiana: un Reagan in anticipo alla Casabianca, infatti, mentre in diplomazia sarebbe proseguito sulla strada di Nixon, nell’opinione pubblica americana (ed europea) non avrebbe trovato, qualche anno prima del thatcherismo, un contesto così favorevole alle sue scelte.
 
 Fabrizio Federici - Agenzia Stampa Italia
 

 

ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull'argomento trattato, il giornale ASI è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d'interpretazione

Ultimi articoli

Ex Ilva, Turco (M5S): su garanzie avevamo già denunciato tutto ma il governo ha taciuto

(ASI) ROMA  "Già a marzo, con un accesso agli atti, avevamo denunciato la gravissima situazione relativa all'insufficienza delle garanzie finanziarie prestate a copertura dei rischi ambientali connessi all'attività dell'ex ...

Blackout in Sicilia, Giuffrida (UGL): "Non possiamo essere il polo energetico del Mediterraneo e continuare a lasciare i siciliani al buio"

(ASI) "Da Catania a Palermo, passando per Motta Sant'Anastasia e numerosi altri comuni siciliani, i blackout che si stanno verificando in questi giorni confermano una criticità che avevamo già denunciato. ...

Brasile, l’argentino Milei lancia la candidatura di Flávio Bolsonaro

(ASI) Sarà l’ultra atlantico Flávio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente Jair, il candidato della destra atlantica alla presidenza del Brasile. A lanciare il rampollo presidenziale è stato Javier Milei, ...

Sicurezza stradale, Zoffili (Lega): "Risultati storici grazie al lavoro di Matteo Salvini e della Lega. Controlli rafforzati anche in provincia di Como"

(ASI) Roma,  "Lo scorso anno, per la prima volta le vittime sulle strade italiane sono scese sotto quota 3.000: un risultato storico che conferma la validità del lavoro portato avanti ...

Caro carburanti, Casella (PD): Governo intervenga subito

(ASI) "L'aumento del prezzo dei carburanti preoccupa profondamente anche gli enti locali. I rincari si rifletteranno inevitabilmente sui costi dei servizi pubblici, dallo scuolabus al trasporto delle persone con disabilità, ...

NO TAV: Prisco (Sottosegretario Interno), "A Chiomonte attacco premeditato alle Istituzioni, tolleranza zero per i violenti

(ASI) "Assaltare un cantiere, bruciare mezzi di servizio, ferire quasi 60 agenti a colpi di molotov e bombe carta. Chiamiamo le cose con il loro nome: questa non è una manifestazione. È un ...

Racing Night: Alex Ricci racconta quando la storia corre su due ruote

(ASI) “Spesso mi sembra che la notte sia più viva e più riccamente colorata del giorno”. Queste parole che Van Gogh scrisse al fratello Theo prendono forma nel suo celebre ...

Ecuador, fondi pubblici per la campagna elettorale del governo?

(ASI) Possibile scandalo in Ecuador dove le forze di governo sono accusate di aver utilizzato fondi pubblici per la campagna elettorale.

Lavoro, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Ristorazione in crisi? Ogni anno stesso copione”

(ASI) “Ogni estate il copione sembra ripetersi. Alberghi, ristoranti, stabilimenti balneari e locali pubblicano decine di annunci di lavoro alla ricerca di camerieri, cuochi, pizzaioli, baristi e aiuto cucina.

Covid. Malan (FdI): Grave esclusione terapie alternative a 'Paracetamolo e vigile attesa'

(ASI) "Durante la prima fase della pandemia l'ostinazione per il protocollo 'Paracetamolo e vigile attesa' da parte di Ministero della Salute e Aifa ha suscitato un sovraccarico di ospedalizzazioni di ...