(ASI)  La cultura della buona informazione contro l’incultura del silenzio. L’illegalità e la malapolitica si combattono con il coraggio della denuncia e la difesa delle penne pulite. Paolo De Chiara, molisano; Michele Falco, cosentino: un giornalista ed un editore del Sud insieme per la legalità.

Pubblicazioni che lasciano il segno e ricevono autorevoli consensi. Dal successo del libro che racconta la terribile vicenda di Lea Garofalo, la donna che ha infranto il muro dell'omertà delle famiglie mafiose calabresi, al “Il Veleno del Molise”, che apre squarci inquietanti sulla realtà nascosta di una piccola regione meridionale. Quest'ultimo "dossier-verità" è già alla seconda edizione e la settimana scorsa ha ottenuto a Lanciano il “Premio Ilaria Rambaldi “, intitolato ad una giovane universitaria morta nel terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009.

 

Ma come è nato il rapporto di intensa collaborazione tra il giornalista e l'editore?

 

Ho cercato, ho voluto un editore calabrese - ci dice De Chiara - per raccontare la drammatica storia di Lea Garofalo, la ‘fimmina’ che ha sfidato la schifosa ‘ndrangheta. La donna coraggio, nata in una famiglia di ‘ndrangheta, che non ha girato la testa dall’altra parte e ha denunciato, diventando ‘testimone di giustizia’. La mamma di Denise, la figlia concepita con lo ‘ndranghetista Carlo Cosco (definito dai magistrati una ‘bestia’ e un ‘vigliacco’, insieme ai suoi amici delinquenti), che ha avuto lo stesso coraggio di sua madre, che ha indicato con il dito gli assassini di Lea: il padre, gli zii, il suo ex fidanzatino, il falso tecnico della lavatrice. Lea Garofalo è stata nella mia regione, ha subito in Molise il primo tentativo di sequestro (Campobasso, 5 maggio 2009). Le indagini, il processo, le condanne, l’articolo 7 ovvero l’aggravante mafiosa (che manca a Milano). Ho voluto legare il mio racconto al territorio della protagonista con un editore del posto. Michele Falco, il proprietario della casa editrice di Cosenza, che si era già occupato di temi importanti. Libri sulla politica, sulla chiesa, sulla ‘nave dei veleni’, altro tema ‘silenziato’, come le dichiarazioni del pentito-“tradito” di camorra Carmine Schiavone. Verbale chiuso in un cassetto dal 1997.

 

Oggi queste dichiarazioni hanno creato un forte dibattito su questo tema, ma nella mia Regione si è registrato solo un inutile polverone mediatico. Con il secondo libro “Il Veleno del Molise, Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici” ho voluto elencare tutto quello che è successo in passato: le inchieste dei magistrati, gli arresti, le operazioni delle forze dell’ordine, la presenze delle mafie, le aziende utilizzate per il riciclaggio e per gli affari schifosi delle mafie, i rifiuti interrati, l’eolico reso selvaggio dalla politica. Una politica che non ha voluto e non ha saputo fare il suo dovere. Ed oggi, in Molise, si muore di malattie rare. Ci si ammala, c’è la diossina nel latte materno, nella carne. Sono aumentate le patologie tumorali, senza un registro dei tumori. Uno strumento necessario, istituito solo sulla carta, finanziato quattro volte ma mai partito. In una foglia di fico prelevata nei pressi di una nota azienda sono state riscontrate tre sostanze tossiche, mentre nella polvere di cemento sono stati trovati due elementi radioattivi. Devo ringraziare l’editore Falco per aver creduto anche nel secondo lavoro, un tema che apparentemente non coinvolge il suo territorio, investendo e diffondendo l’opera nella mia regione.

 

La cultura della legalità irrobustita dalle intelligenti e libere scelte di meridionali illuminati. Un altro esempio positivo. Cosa bisogna fare per rafforzare il fronte anti-illegalità?

 

Mi piace utilizzare le parole di Padre Pino Puglisi, il prete che insegnava la legalità, ucciso dalla mafia, dai fratelli Graviano a Brancaccio il 15 settembre del 1993. “È importante parlare di mafia, soprattutto nelle scuole, per combattere contro la mentalità mafiosa, che è poi qualunque ideologia disposta a svendere la dignità dell’uomo per i soldi. Non ci si fermi però ai cortei, alle denunce, alle proteste. Tutte queste iniziative hanno valore, ma, se ci si ferma a questo livello, sono soltanto parole. E le parole devono essere confermate dai fatti”. Ognuno può fare molto, bisogna partire dalle piccole cose. Dalla cultura della legalità, dobbiamo capire che è fondamentale il rispetto delle regole, delle leggi. Possiamo fare molto, ognuno nel proprio settore. Ognuno il suo. Concretamente, non a parole.

 

Il riconoscimento ricevuto a Lanciano cosa rappresenta per lei?

 

Certamente un motivo in più per continuare a svolgere questo bellissimo mestiere. Semplicemente per raccontare, per dare voce a chi non ha voce.

 

A chi dedica questo premio?

 

Alle vittime del terremoto dell’Aquila e agli angeli di San Giuliano di Puglia, i 27 bambini morti sotto una scuola pubblica. Nel Paese con la memoria corta è doveroso ricordare tutte le vittime, le responsabilità e anche le risate di chi, in quella famosa notte, rideva. Voglio però dedicare questo Premio anche alle Mamme per la Salute e l’Ambiente di Venafro, un gruppo di donne agguerrite, insieme hanno deciso di non piegare la testa, di tutelare il territorio molisano per i propri figli. Grazie al lavoro instancabile delle Mamme di Venafro si è scoperta la diossina nel latte materno, nella carne, le sostanze trovate nella foglia di fico e nella polvere di cemento. Continuano a porre interrogativi, scrivono alle Istituzioni, presentano esposti in Procura. Le loro istanze sono arrivate in Europa. Per il loro impegno sono state denunciate per diffamazione a mezzo stampa. Infine, una dedica per tutti i molisani perbene, che credono nel riscatto.

 

Lei è autore di due libri molto scottanti. Invito a ribellarsi e dire no all'omertà. Quali risposte concrete ci sono state?

 

Si sono accesi i riflettori su due vicende importanti. La storia di Lea è stata raccontata dalla collega Barbara Conforti in Francia, insieme abbiamo toccato i luoghi percorsi dalla testimone di giustizia. Il documentario è andato in onda il 17 gennaio scorso su Canal+. Ma sui testimoni di giustizia (esiste una netta differenza con i collaboratori, i cosiddetti ‘pentiti’) la situazione, in Italia, è vergognosa. Sono persone trattate malissimo, utilizzate e abbandonate. Lo stesso trattamento ricevuto da Lea Garofalo. Con il ‘Veleno del Molise’ è iniziato un dibattito, se ne comincia a parlare. Ancora è troppo poco.

 

C'è tanto bisogno del giornalismo d'inchiesta, per frenare l'avanzata sempre più pericolosa della criminalità organizzata anche nelle cosiddette "isole felici" come il Molise e per scardinare il potere politico-mafioso che oramai ha infestato l'intera Penisola. Quali sono state le maggiori difficoltà che ha incontrato nel realizzare i suoi libri-denuncia?

 

In Molise, ad esempio, per avere delle sentenze di condanna, sul discusso passato di alcuni amministratori pubblici, bisogna attendere la proclamazione degli eletti. Prima non si possono informare i cittadini, solo dopo le elezioni. Anzi dopo la proclamazione. Per Giuseppe D’Avanzo: “chi fa questo mestiere non può non aver nemici. Se non ne ha vuol dire che qualcosa non va”. Con dei ‘nemici’ ci saranno sempre delle difficoltà.

 

Ha ricevuto minacce ?

 

In passato si sono divertiti con le ruote della mia macchina, hanno lasciato una busta di plastica con dei pesci morti. Ma con questi due libri nessuna minaccia. Solo silenzio.

 

Lei ha presentato i suoi due libri in moltissime parti d'Italia, ha incontrato anche i giovani delle scuole. Sono sufficientemente informati sull'emergenza criminale?

 

Sono pronti, nei loro occhi si vede la speranza, la voglia di un futuro migliore. Bisogna lavorare quotidianamente per la cultura della legalità. Don Lorenzo Milani diceva ai suoi ragazzi: “ogni parola che non imparate oggi è un calcio nel culo che prenderete domani”. Partiamo dal sapere, dalla conoscenza. Dalla bellezza, dai diritti.

 Domenico Logozzo

 *già Caporedattore del TGR Rai

ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull'argomento trattato, il giornale ASI è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d'interpretazione

Ultimi articoli

Confedilizia: l'IMU vacsuperata e, intanto ridotta

(ASI) “Entro oggi va pagata la prima rata dell’Imu. Una scadenza che richiama l’attenzione sul carico fiscale rappresentato da un’imposta che grava sugli immobili per circa 22/23 ...

Roberto Fiore (FN): la finzione ideologica è finita, l'avvenire appartiene al popolo 

(ASI) "Le parole di *Stefano Bonaccini* sono l'ammissione tardiva di una verità ormai acclarata: l'antifascismo usato come spauracchio elettorale non funziona più.

Gli eroi dimenticati che salvarono mio nonno nel 1943

(ASI) In memoria di quel gesto coraggio estremo di due anonimi eroi salvarono una vita a mio nonno ettore Vignali in Grecia nel 1943. 

Innovazione, Il Dott. Guido George Lombardi entra nel tavolo tecnico dell’intergruppo parlamentare su Digital Asset, Blockchain e Bitcoin

(ASI) I 14 Gruppi di Lavoro dell’Intergruppo Parlamentare, presieduto dall’On. Marcello Coppo, sono attualmente operativi e impegnati nella definizione delle prime proposte legislative attese entro settembre 2026, a tutela dell’...

Sport, Ambrosi(FDI):  piena chiarezza per tutelare la credibilità dello Stato dello Sport italiano 

(ASI) "Ho presentato un'interrogazione al Ministro per lo Sport e i Giovani per chiedere quali iniziative siano state adottate e quali strumenti siano previsti dall'ordinamento sportivo a seguito delle notizie ...

Agricoltura, Confeuro: “Bene dati Istat su valore aggiunti e Meridione. Investire al sud”

(ASI) “Confeuro ha analizzato con grande attenzione gli ultimi dati diffusi dall’Istat sul comparto agricolo nazionale, dai quali emergono elementi incoraggianti ma anche criticità che richiedono interventi mirati e ...

DL Lavoro, M5S: al Senato depositati 117 emendamenti per cambiare testo sbagliato

(ASI) Roma - “Il decreto Lavoro è sbagliato e non cambierà di una virgola la vita delle lavoratrici e dei lavoratori del nostro Paese. Un provvedimento che non affronta le principali ...

Liste proscrizione, Ruotolo (Pd): Vannacci se ne faccia una ragione, libertà di stampa garantita da Costituzione 

(ASI) "Le liste di proscrizione contro i giornalisti non fanno ridere. Non sono una battuta. Sono un metodo antico e pericoloso che appartiene alla cultura dell'intimidazione verso l'informazione libera.

Immigrazione, Gasparri: Ue ha cambiato regole come indicato dall'Italia

(ASI)"Forza Italia è impegnata su alcuni temi fondamentali, a partire dall'immigrazione. L'Europa ha cambiato le regole, rendendole più severe e introducendo controlli alle frontiere che consentono di trattenere fino a 72 ...

Sanità, Giuliano (UGL): "Valorizzare gli infermieri di famiglia e comunità per rendere efficienti la riforma della medicina del territorio"

(ASI)"Le Case della Comunità rappresentano uno dei pilastri della riorganizzazione della sanità territoriale italiana, ma non possono essere considerate un traguardo raggiunto se non vengono garantite le professionalità necessarie ...