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(ASI) Gianluca Bonucci è un giovane autore che ha deciso di mettersi a nudo con il libro “A cuore aperto” in cui parla dei suoi sentimenti senza pudori o ritrosie.

Come nasce di un libro sull’amore?    

Quando ero ragazzo, all’età di 15 anni, ho iniziato a muovere i primi passi scrivendo un diario poiché trovavo molta difficoltà nell’approcciarmi con i miei coetanei. Si parlava di varie cose, motorini e simili ma non si parlava mai di sentimenti, di amore. C’era sempre timore, quasi paura. Nel mio diario non avendo il coraggio di parlare di questi sentimenti con gli altri ho dedicato tempo della mia vita a scriverli e a raccoglierli in questo diario.

 Si parla di libri d’amore e subito si pensa a Moccia. Che rapporto c’è tra i vostri libri?

Il mio libro non è come i suoi, e comunque parliamo di un grandissimo artista. Il mio libro, a differenza dei suoi, non racconta una storia ma parla della realtà, della vita; di quelle cose che ci teniamo nel cuore e che difficilmente esterniamo, con la paura di donarle agli altri. Il mio libro parla di quelle cose che si dicono negli occhi senza paure, con la consapevolezza delle conseguenze di ciò che si dice.

 Il suo libro è stato pubblicato da Pagine, una casa editrice che si occupa quasi esclusivamente di politica. Quanto è stato difficile convincerli a investire nel suo progetto?

Inizialmente è stato molto difficile perché parliamo di un progetto che riguarda i sentimenti, però li ha interessati il fatto che non era un libro politicamente schierato, è un libro che parla proprio “a cuore aperto”, tramite il quale dico ciò che provo in merito all’amore ed ai sentimenti, di quello che veramente è racchiuso nel cuore. Dopo aver letto il manoscritto inoltre il direttore si è quasi commosso, ha trovato dei passaggi che lo hanno attirato e così è nata questa collaborazione, e per me una grande opportunità.

 Quanto sono importanti manifestazioni come Più libri più liberi per far crescere in Italia il numero dei lettori?

Tantissimo, anzi a volte credo che ce ne siano poche. Ne servirebbero di più. Dovrebbero dare più opportunità più spazi a noi scrittori per dare la possibilità ai lettori di trovarci ed incontrarci anche per scambiarci delle bellissime opinioni e dialoghi.

 Che consiglio si sente di dare a chi vuole intraprendere questa carriera?

Iniziare ad imparare a parlare con se stessi perché questa è la prima cosa da fare per capire cosa si desidera scrivere. Quindi si prende un pezzo di carta, una penna e si iniziano a muovere i primi passi scrivendo ciò che realmente si sente dentro di noi. E infine tanto sacrifico e buona volontà.

 Sta già lavorando a qualche nuovo progetto?

Sì, sto lavorando ad un progetto molto importante anche se non proprio letterario in senso stretto. Si tratta infatti di una sceneggiatura che sto proponendo a diversi registi sperando di trovare presto una produzione 

 

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