coronavirus1(ASI) “L’operatore del 118 non ci ha fornito dettagli sulla situazione clinica del paziente, nonostante sapesse che potevamo trovarci davanti a un sospetto caso di Coronavirus, a Torino, confermato nelle ore successive.

Mi trovo a casa in isolamento domiciliare preventivo, sotto il monitoraggio delle autorità della regione Piemonte, per quattordici giorni. Io e la mia famiglia siamo preoccupati”. È il racconto, in un’intervista esclusiva al quotidiano online Agenzia Stampa Italia, di uno dei componenti dell’equipaggio che ha prestato soccorso all’uomo affetto dalla patologia che sta preoccupando il mondo e paralizzando l’Italia.

L’ equipe “è stata mandata allo sbaraglio – racconta ai nostri microfoni - non considerando i pericoli a cui stava andando incontro”. Ricostruisce così la vicenda. “La Centrale ci ha dato indicazioni di recarci in una via di Torino, senza specificare il nome della persona da aiutare. Abbiamo richiamato per avere tale dettaglio e ci è stato comunicato di chi si trattava. E’ stato fornito, al contempo, un codice generico sulla patologia. Non abbiamo saputo altro. Abbiamo riscontrato invece al nostro arrivo – prosegue - una situazione completamente diversa: il paziente ci ha riferito che aveva 39 di febbre. Il diretto interessato ci ha raccontato anche di aver parlato con la Centrale operativa del 112, esponendo il proprio caso. Ha ricordato a noi che lavora nel lodigiano ed è entrato in contatto con alcuni colleghi residenti nell’area dove si sono verificati almeno sei casi di Coronavirus. Abbiamo recuperato immediatamente le dovute protezioni, tra cui la mascherina consegnata subito al paziente, attivando la procedura prevista in caso di Coronavirus. Abbiamo avvisato il 118 che ha mandato sul posto un’ambulanza adatta allo scopo. Abbiamo misurato, nel frattempo, la temperatura corporea al malato che si era attestata a 38.3 gradi. E’ stato trasferito, mediante l’’altra ambulanza, all’ospedale Amedeo di Savoia. La Centrale del 118 ci ha ordinato di rientrare a casa, con una mascherina, rimanendo in isolamento preventivo per due settimane e aspettando indicazioni da parte dell’ente regionale Maxi Emergenze. E’ arrivata, ieri pomeriggio, la conferma del contagio e più tardi le telefonate dagli enti appositi per indicare le misure da seguire a tutela della propria incolumità e di quella dei familiari. Ci siamo trovati davanti – conclude - a un caso grave di inefficienza da parte delle istituzioni preposte”.

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia

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