(ASI) – Abruzzo – A oltre un mese di distanza della visita del Presidente del Consiglio Matteo Renzi in Abruzzo e in particolar modo a Chieti, sembrava dovesse concludersi a buon fine la vicenda dei dipendenti dello stabilimento teatino della Thales..

Effettivamente, da quanto emerso dall' incontro presso il Ministero del 21 marzo scorso, sembrerebbe che i lavoratori riusciranno a salvare il loro posto, però a una condizione che per molti dipendenti sembra purtroppo una proibitiva.

Infatti, una beffa sarebbe dietro l'angolo per i dipendenti dello stabilimento abruzzese: la chiusura della sede di Chieti e il necessario trasferimento dei lavoratori in Toscana, fattore che renderebbe impossibile continuare il rapporto di lavoro con la Thales per molti che sarebbero costretti, da un giorno all'altro, a trasferirsi, con le loro famiglie, a 400 km di distanza.

Ma, i lavoratori dello stabilimento teatino della multinazionale francese, non ci stanno a subire passivamente questa decisione.

A tal proposito, si apprende da un comunicato sindacale del 23 marzo 2016 che l'assemblea sindacale dei dipendenti, ha confermato di voler andare avanti con la protesta intrapresa, confermando l’esigenza di volere la modifica radicale della decisione che la Direzione italiana di Thales ha espresso in sede ministeriale, di cancellare lo stabilimento di Chieti con i suoi quarant’anni di storia industriale, a favore di Firenze, facendo un affronto nei confronti non solo dei lavoratori, ma, anche di un territorio e di una classe dirigente che ha supportato il settore industriale in Abruzzo e nella Val Pescara.

La dirigenza nazionale della Thales, secondo quanto denunciato dalla RSU dei lavoratori di Thales Chieti, avrebbe modificato costantemente la propria posizione, senza trovare una soluzione concreta per il futuro dello stabilimento abruzzese, mettendo fortemente in crisi anche quella parte delle Istituzioni che avevano mostrato un atteggiamento costruttivo e collaborativo per la conclusione positiva della vicenda.

Cristiano Vignali – Agenzia Stampa Italia

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