Assisi, ultima speme
(ASI) Anche San Francesco d’Assisi? La risposta non è agevole e, in più, impone qualche doverosa cautela oltre che qualche considerazione. Miracolo non è una parola semplice; al contrario, è piuttosto impegnativa, perché descrive una “cosa meravigliosa”, tanto affascinante quanto misteriosa e, come tale, irta di dubbi e di incertezze.
Non è un caso che questa “cosa” sia trattata con la massima prudenza, in primis, dalla Chiesa. Perché si tratta di un fatto che, oltre a suscitare sorpresa e stupore, lo fa superando i limiti dell’azione umana e, per la teologia cattolica, sarebbe opera di Dio, direttamente o mediante l’intercessione dei santi.
Celebri e noti per le intercessioni sono, soprattutto, Sant’Antonio di Padova e Santa Rita da Cascia, nelle cui basiliche ci sono centinaia, forse migliaia, di ex voto: doni di fedeli che ritengono di essere stati miracolati. Di San Francesco d’Assisi sapevo poco, per questo mi ha incuriosito e ho ritenuto interessante quello che ha scritto una signora, raccontando la sua esperienza con una lettera al Corriere della Sera.
È successo che la signora ha una figlia che, subito dopo aver avuto una bambina, è diventata insolitamente aggressiva, nervosa, depressa. Dopo un anno di svariati tentativi per cercare di recuperare almeno un minimo di rapporto con la figlia e la nipote, disperata, non sapendo cosa fare, la signora ha pensato di andare ad Assisi e lì, davanti alla tomba di San Francesco, “prostrata a terra, in lacrime, per qualche minuto”, ha implorato l’intercessione del Santo.
Tornata a casa scoraggiata, niente affatto convinta di aver fatto un viaggio utile, ha ricevuto la telefonata improvvisa della figlia che, insolitamente, la invitava a cena, come se tutti quei drammi, durati anni, non fossero mai esistiti. “Ho pregato San Francesco, mia figlia ora sta bene. I suoi lineamenti rilassati come se avesse 'dormito' per 12 mesi”, si è limitata a dire la signora, senza, pudicamente, parlare di miracolo.
È difficile definire cosa sia successo, quel che è certo è che si sia trattato, comunque, di una “cosa meravigliosa”. Avvenuta quest’anno in cui si celebra l’ottavo centenario della morte di San Francesco; in questa occasione, per un mese, dal 22 febbraio al 22 marzo, si è tenuta, nella basilica inferiore di Assisi, la storica ostensione delle spoglie, con file interminabili di fedeli a venerare un mucchietto di ossa del frate, gigante della cristianità.
Fortunato Vinci – www.lidealiberale.com – Agenzia Stampa Italia
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