(ASI) Roma. Soltanto una settimana fa sembrava utopico. Chiunque avrebbe creduto dopo il disastro di Trento di raggiungere l'ultimo atto della final four della Champions League sarebbe stato preso per pazzo. Invece è tutto vero: la squadra di Bernardi davanti ad una cornice di pubblico da brividi ha fatto l'impresa giocando la partita della vita sotto tutti gli aspetti.

L'appuntamento con la storia è fissato per domani alle 19, quando si giocherà a finalissima contro i bicampioni in carica dello Zenit Kazan. Diventa difficile menzionare in una serata magica come questa qualche singolo, ma di particolare peso specifico si sono rivelate le prestazioni di Ivan Zaytsev, che con 15 punti di cui 4 a muro e 3 tramite ace, senza contare il 52% di ricezione. Lo Zar ha saputo quindi rispondere da gran campione qual'è alle critiche, social e non. Non hanno tradito nemmeno Atanasijevic, 20 volte a segno, ma soprattutto Podrascanin, che spesso e volentieri ha alzato un muro invalicabile. Sono stati 8 su 17 i punti messi a segno con questo importantissimo fondamentale, che ha evidentemente ha fatto la differenza. Ma sia ben chiaro, tutta la squadra merita dieci e lode per quello che ha saputo fare e anche contro un'autentica corazzata contro quella russa tutto è possibile. Perchè arrivati a questo punto il fattore motivazionale può avere la meglio su quello tecnico. In più con un pubblico del genere (il Palalottomatica era per almeno due terzi bianconero) tutto è davvero possibile. Veniamo alla cronaca dettagliata, e ne vale la pena. Nessuna sorpresa, come ovvio che fosse, all'annuncio delle formazioni. La Sir Safety, spinta da un pubblico mai così bello, è animata da una determinazione feroce e cerca di imporre il suo gioco sin da subito. C'è un po' di ruggine a dir la verità all'inizio, con diversi errori al servizio da ambo le parti; Civitanova successivamente riuscirà a tenere il passo fino all'11 pari grazie a gente del calibro di Juantorena e Sokolov, sempre vivi. L'episodio spartiacque del parziale d'apertura è un ace di Zaytsev, 123 km orari di potenza, che regala ai Block Devils il 14-11. Sale a questo punto in cattedra un grande Podrascanin, che piazza ben 4 muri uno più pesante dell'altro e il divario cresce di minuto in minuto. Perugia arriverà ad un massimo vantaggio di sette lunghezze (24-17), poi concretizzato da un contrattacco di Magnum dopo che i cucinieri avevano annullato due set point con Candellaro e Kovar. Assai più intensa la seconda frazione di gara, con la Lube chiamata a tirare fuori le unghie per cercare di recuperare immediatamente il punto di svantaggio. Si parte sul filo dell'equilibrio, provato a rompere da Perugia, che grazie ad un contrattacco spedito fuori da Juantorena si porta sul 10-8. Sokolov e lo stesso azzurro non sono d'accordo e rovesciano in breve tempo il parziale (10-11). Si viaggia punto a punto, finché alcune decisio arbitrali discutibili non fanno salire il nervosismo ai ragazzi di Bernardi. Ne approfitta la Lube che scappa sul 18-14 in suo favore. Mister Secolo chiama il time out e ne esce una Sir rigenerata: Berger e Atanasijevic, quest'ultimo dalla linea dei nove metri, completano la rimonta (20-20). Perugia però non sembra avere la forza per continuare a tenere le marce alte e i marchigiani ottengono il pareggio con un muro di Christenson che chiude la porta in faccia allo Zar. 1-1 e tutto da rifare. Tutto come nulla fosse successo: i Block Devils tornano in campo con il sangue agli occhi e non danno nemmeno modo e tempo agli avversari di ragionare. De Cecco, Birarelli e Atanasijevic sono incontenibili ed è un fantastico muro di Lucio a far schizzare il parziale sul 12-4. Civitanova tenta un timido tentativo di recupero con Christenson (18-14), ma questa volta tutto andrà come deve e un servizio di Kovar spedito sulla rete fa sussultare il Palalottomatica di parte perugina. Da segnalare all'inizio due favolosi ace consecutivi dello Zar, determinanti ai fini di quello che sarà il 2-1 per i Block Devils. Quando un leone ferito si risveglia però può essere estremamente pericoloso. È quanto avviene esattamente nel quarto set, dove la Lube riduce gli errori al minimo, contrattaccando più efficacemente rispetto agli avversari, che però non mollano e accorciano con una magia di De Cecco (15-16). Candellaro e Juantorena a muro riallungano (16-19), ma Magnum e un attacco terminato out di Sokolov, tra le furibonde proteste della panchina di Civitanova, che chiedeva un tocco di Zaytsev, riportano Perugia sotto (18-19). Zaytsev si becca una murata da Christenson (18-20) e da qui il match cambia. I cucinieri non sbagliano praticamente nulla, specie in ricezione e rimandano il verdetto finale al tie break. Anche il set conclusivo, logica conclusione di come si è svolta la gara, è un concentrato di emozioni. La Lube regge la forza d'urto dei Block Devils solo in avvio, poi con grande concentrazione si guadagnano il cambio palla con una murata di De Cecco (8-5). Probabilmente nella testa di qualche tifoso saranno riemersi i fantasmi della Supercoppa e della finale scudetto dello scorso anno, ma stavolta Perugia fa capire che stasera contro questo gruppo non ce ne è. Nonostante un infortunio alla caviglia costringa Birarelli ad uscire anzitempo. Chiude Atanasijevic, che regala alla società di Gino Sirci un traguardo strameritato. E domani si proverà a fare ancora meglio...

SIR SAFETY CONAD PERUGIA – CUCINE LUBE CIVITANOVA = 3-2
(25-19, 22-25, 25-19, 21-25, 15-9)
PERUGIA: Atanasijevic 20, Podrascanin 17, Zaytsev 15, Birarelli 8, Berger 7, De Cecco 6, Bari (L1), Mitic, Buti, Chernokozhev, Tosi (L2). N.E. – Della Lunga, Paris, Franceschini. All. Lorenzo Bernardi e Carmine Fontana.
CIVITANOVA MARCHE: Juantorena 11, Kovar 15, Sokolov 20, Candellaro 7, Stankovic 7, Christenson 3, Grebennikov (L1), Cester, Cebulj, Kaliberda, Pesaresi. N.E. – Corvetta, Casadei, Di Silvestre (L2). All. Gianlorenzo Blengini e Giancarlo D’Amico.
NOTE – Spettatori 11’000.
Durata dei set: 28’, 37’, 27’, 35’, 21’.
Arbitri – Erdal Akinci (TUR) e Vladimir Simonovic (SRB).
SICOMA COLUSSI (b.s. 25, v. 4, muri 16, errori 9).
CUCINE LUBE (b.s. 24, v. 4, muri 11, errori 11).

Enrico Fanelli  - Agenzia Stampa Italia

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