(ASI) "I dati del nuovo rapporto dell'Autorità nazionale anticorruzione sono un campanello d'allarme che riguarda tutto il Paese e che, per Napoli e la Campania, deve far riflettere ancora di più.
La Campania continua a essere tra i territori maggiormente esposti al rischio di corruzione negli appalti, in un contesto in cui la pressione della criminalità organizzata sull'economia legale è storicamente più forte. Proprio per questo trasparenza, concorrenza e controlli devono essere ancora più rigorosi. Il dato che più colpisce è quello sugli affidamenti diretti. L'ANAC evidenzia che negli appalti di servizi e forniture circa il 95% delle procedure avviene ormai senza gara e registra una significativa concentrazione di affidamenti appena sotto la soglia dei 140 mila euro. È un'anomalia che aumenta il rischio che la discrezionalità sostituisca la concorrenza e rende ancora più necessario rafforzare i controlli. A Napoli e nell'area metropolitana, dove nei prossimi anni arriveranno ingenti risorse pubbliche, non possiamo permetterci neppure il minimo arretramento sul fronte della legalità. La prevenzione resta lo strumento più efficace contro la corruzione. Per questo destano preoccupazione l'indebolimento dei presìdi di controllo e l'abolizione del reato di abuso d'ufficio, più volte criticata anche dal presidente dell'ANAC Giuseppe Busia. La lotta alla corruzione è una battaglia per la qualità della democrazia, per la credibilità delle istituzioni e per impedire che il denaro pubblico finisca nelle mani di chi altera il mercato o, peggio, delle organizzazioni criminali. La provincia napoletana ha già pagato un prezzo troppo alto all'intreccio tra corruzione, politica e camorra. Non possiamo permetterci di tornare indietro."Così in una nota Sandro Ruotolo, responsabile Informazione nella segreteria nazionale del PD ed europarlamentare.


