(ASI) Missione: vincere. Il Copenaghen non è un avversario irresistibile, ma fare i conti non è possibile, ma la Juve deve fare la Juve e dominare nel suo stadio. Conte ripropone in Champion il 3-5-2 non ci sono Barzagli e Lichsteiner indisponibili, quindi Buffon, Caceres, Bonucci, Chiellini, Padoin, Pogba, Pirlo, Vidal, Asamoah e davanti ancora Tevez e Llorente. Si era preannunciato un sciopero dei tifosi per il mancato ricorso sulla chiusura delle curve, dove andaranno contro l’Udinese i bambini, ma l’evento è talmente importante che i tifosi sono arrivati da ogni dove. Per i danesi c’è l’ex Mellberg, stagione 2008-09 e due reti alla Lazio e alla Roma.

Prima occasione al 5’ Bonucci lancia Pogba che prova la conclusione, ma è debole e centrale. Al 10’ da un cross di Asamoah s’intrufola Tevez, ma è provvidenziale un difensore, per quanto l’arbitro non concede l’angolo. Pericolosi i bianconeri su un angolo, conquistato con tenacia da Tevez, e calciato bene da Pirlo: Bonucci sfiora. La Juve, dopo aver studiato l’avversario, pressa di più. Llorente si presenta con i suoi quasi due metri a Willand, ma è bravo il portiere è bravo ad anticiparlo. La Juve fa il gioco, ma trova difficoltà a varcare le maglie danesi e pecca un po’ di imprecisione. Al 27’ su cross di Vidal Jacobsen anticipa Pogba ingenuamente con la mano: ammonito e rigore. Vidal alla battuta e rete! Una fucilata che passa le mani di Willand. Ammonito Sigurdsson per un fallaccio su Llorente per evitare la ripartenza della Juve. Altra ingenuità del capitano Jacobsen: punizione Juve. Pirlo alla battuta ma è troppo alta. Da Madrid arriva una bella notizia, il Real pur in dieci è passato in vantaggio con Bale, ma il Galatasary pareggia immediatamente. Altra punizione di Pirlo: centrale.  Al 40’ Pogba dà l’illusione del goal, ma la palla è uscita di pochissismo. Primo tempo dominato dalla Juve per quanto il Copenaghen si mantenga sempre ordinato. Stando così le cose alla Juve andrebbe bene e sarebbe virtualmente seconda nel girone.

Copenaghen convinto ad avvio ripresa e si trova di fronte a Buffon, ma è bravo Caceres ad opporsi. La Juve si fa vedere più volte, ma i danesi ergono un muro davanti a Willand. Nel frattempo il Real raddoppia. Bonucci si distingue per un ottimo intervento su Toutou.  Al 55’ colpo di scena: mischia con dormita palla a Mellberg che trafigge la sua ex squadra. Juve un po’ inbambola Cacere commette un pasticcio, ma poi rimedia. Sul cambio di fronte Llorente s’infiltra in area, ma Mellberg lo abbraccia vistosamente: ammonito (ha rischiato l’espulsione da ultimo uomo. Di nuovo rigore, di nuovo Vidal, di nuovo goal. Due a uno. Bolanos esce per Christensen. Poi al 63’ Pogba mette in mezzo un cross e come un guerriero vola Vidal che segna un meraviglioso 3 a 1. Stesso risultato a Madrid che fa il tris. Pirlo pasticcia un po’ davanti all’area, Toutouh tira, ma è bravo Buffon rimedia. Al 68’ esce Padoin ed entra Marchisio. Altra mischia furibonda pericolosa in area Juve. Al 76’ Amankawaa rileva Delaney. Al 79’ Pourie per Toutouh e per la Juve esce Tevez e si rivede in Champion Vucinic. E infine accompagnato da un’ovazione totale lascia il campo Vidal, anche perché diffidato, ed entra Ogbonna.  Con la Juve che dopo essere passata al 4-3-3, si è disposta sul 5-3-2. Secondo tempo che ha provato il carattere dei bianconeri, che spinti dal suo condottiero Vidal ha portato un importantissimo successo.

La Juve compie la sua missione e il Real la sua (4 a 1 in 10). Juve al secondo posto e ora basta un pari a Istanbul il 10 dicembre. Sfida non semplice, ma i bianconeri devono continuare con la grinta e la decisione tipica del suo uomo simbolo: Arturo Vidal.

Daniele Corvi – Agenzia Stampa Italia

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