(ASI) Un pareggio che vale come una vittoria per il Perugia, mentre il Pescara recrimina per non aver chiuso la partita quando era in doppio vantaggio. Perugia stoico all'Adriatico di Pescara.

I ragazzi di Camplone sebbene in inferiorità numerica (espulsi Comotto e Goldaniga) riagguantano meritatamente il pari dopo essere andati sotto anche di 2 reti. Mentre la formazione di Baroni spreca una grossa opportunità di rientrare nella griglia dei play off. Nel primo tempo, Pettinari e Melchiorri, insieme all'islandese Bjarnason, sono i più pericolosi per i biancoazzurri, invece la coppia di attaccanti perugini Fabinho Ardemagni non crea particolari insidie alla porta di Fiorillo. In pratica, la prima frazione di gioco ha riservato poche emozioni. Sarà il secondo tempo ad essere molto più vivace. Già all'8 il Perugia crea la prima chiara occasione con Lanzafame ,ma il tiro é respinto da Fiorillo. Un minuto dopo arriva il primo episodio per il Pescara che cambia la gara. E' Bjarnason che è bravo a liberarsi in velocità del suo marcatore Comotto. Il difensore in evidente ritardo cerca di fermarlo, commettendo fallo in area. L'arbitro Abbatista di Molfetta decreta il calcio di rigore ed l'espulsione del capitano biancorosso. Va alla battuta Memushaj che spiazza il portiere e porta i padroni di casa in vantaggio. Il raddoppio pescarese arriva al 13'con Melchiorri, bravo ad inserirsi nei varchi liberi, lasciati da mal posizionamento della linea difensiva perugina ed a saltare il portiere biancorosso in uscita. Sarà poi, gioco facile per la punta biancoazzurra depositare la palla in rete. Partita finita? No, perché, proprio nella fase più delicata per gli ospiti, viene fuori tutto l'orgoglio ed il cuore del Perugia che riesce prima ad accorciare le distanze al 22'con Ardemagni. Poi, al 28' a raggiungere il meritato pareggio con Goldaniga. Il difensore biancorosso è lesto a ribattere in rete la palla dopo che l'insidioso tiro di Verre era stato respinto dal palo. Il Pescara rimane sorpreso dall'impetuosa reazione del Perugia che ha dimostrato di non soffrire l' inferiorità numerica. Al 40'arriva la seconda espulsione per il Perugia. E' sempre l'inarrestabile Bjarnason a mettere in apprensione il reparto arretrato. Questa volta Goldaniga nel tentativo di fermarlo compie un intervento sul pallone, ma, dopo tocca leggermente l'islandese. L'arbitro a sorpresa espelle Goldaniga e commina una punizione diretta dal limite dell'aria, in una posizione davvero favorevole per gli abruzzesi. Il Perugia protesta e peggiora la situazione. Infatti, oltre al giocatore anche il tecnico Camplone viene invitato ad abbandonare il terreno di gioco. Ora la squadra umbra è in 9 ed è l'allenatore in seconda a guidarla. Ma, il tiro di Politano va sopra la traversa e la ghiotta occasione sfuma. Gli ultimi minuti di gara sono un assedio alla porta del Perugia, ma la squadra di Camplone regge e il triplice fischio finale porta in dote al Grifo un prezioso punto. Il Perugia esulta per il pareggio colto fuori casa. Per come si era messa la partita il risultato ottenuto all'adriatico è importante in quanto si mantiene la stessa posizione in classifica e tiene a 2 punti di distanza la compagine di Baroni.
Mentre i pescaresi recriminano per non aver chiuso la partita quando erano in doppio vantaggio ed in superiorità numerica. Inoltre, con il pari la sua classifica si complica per raggiungere l' obiettivo di entrare nel perimetro delle squadre che avranno accesso a giocarsi la promozione in serie A. Infatti, il non vincere contro il Perugia gli fa condividere il 7-9° posto con Avellino e Livorno. Tutte e 3 le squadre a 58 punti, giocandosi con loro i 2 posti a disposizione su 3. Adesso rimangono due gare, decisive per decidere quale posto occupare nella griglia play off e soprattutto per capire quale sarà il destino di queste due società.

Carlo Sampogna - Agenzia Stampa Italia

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